ALTO RENO TERME: “Una serata noiosa che non vedo l’ora di ripetere”

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Resoconto di un evento su cambiamenti climatici e finanza etica

Abbiamo ricevuto  una simpatica lettera da una signora che è stata presente all’evento organizzato al Kursaal dalla BCC Alto Reno,  ci chiede di pubblicarla così come l’ha inviata.

Lo facciamo volentieri e la ringraziamo.

 

“Una sera di novembre. Alle 17.20 sono ancora a lavoro. In un raro momento di leggerezza non penso al fatto che questa sera dovrò cucinare, stirare, guardare i compiti del mio amato (e viziato) unico figlio. Squilla il telefono. La banca. Oddio. Stai a vedere che ho speso troppo. Invece no. Mi invitano questa sera ad un incontro sul clima e non capisco cos’altro. Ringrazio, con un tono che si capisce che è no. A casa mi attendono cucinare e stirare. Poi… La banca vuole investire anche il mio tempo libero?

Miracolo. Mio marito e mio figlio assieme a giocare a calcetto. Serata libera. Per cena? Una pizza (presto perché  non voglio aspettare) così non devo pulire la cucina, libertà, riposo. Poi? Cosa fare dopo cena? Potrei chiamare le amiche… Ma di mercoledì sera? Tutte a casa con i mariti ed i figli a rammendare gli strappi delle vite assieme. C’è quella roba della banca. Che sarà triste ma è al cinema e magari finisce che trovo qualcuno che conosco.

 

Ore 20.55 sono in fila al cinema aspettando di entrare. Tutti siamo uno dopo l’altro (immagino) per avere la nostra razione di brochure pubblicitarie, sorrisi professionali, parole di benvenuto a pagamento. Invece no: carta e penna, nessuna pubblicità. Strano. Salgo le scale perplessa, cercando amici che non trovo, poi arrivata nell’atrio vedo una famiglia che conosco. Vado da loro? Ma sì. Che bello se anche noi fossimo assieme, un po’ di malinconia che i miei due uomini siano a calcetto. Vado dagli amici, mi siedo e cerco di vendere a loro la libertà della serata, poi un po’ di baci come stai io bene che bello il bambino ecc.

Si spengono le luci. Caldo tremendo. Poltroncine di velluto rosso (scomode). Da quanto tempo non vado al cinema? Forse venni a vedere Titanic… Il microfono rimbomba, poi meglio. Una persona importante (credo) spiega che la Banca ha organizzato questo evento per un sacco di motivi. E’ il direttore, alto e magro. Poi un attimo di silenzio e sale sul palco un tale con la barba, molto elegante. Il contrasto fra la testa (glabra) e la barba (folta e virile) mi ricordano un cartone che si chiama il mondo all’ingiù. Parla di tanti numeri. Che la Banca è solida. Che a me non interessa. Che hanno tanti servizi. Che non so cosa significano. Dura un po’ troppo e il bambino degli amici inizia a giocare con i miei capelli. Caldo.

Ora interviene il climatologo: Stefano Caserini del politecnico di Milano. Mai sentito. Ma il padre accanto a me giura con la moglie di aver letto un libro. Aumenta la CO2 e bruciamo troppi combustibili. Lo sapevo. Grafici e video in tempo reale mostrano come il pianeta si scalda molto (quando è rosso) poi un po’ meno (giallo) e quando si raffredda (prima verde poi bianco). L’effetto delle stagioni e i cambiamenti climatici sullo schermo è incredibile. Sembra quando mescoli due vernici dentro un barattolo. Il tema è che la temperatura sta aumentando a livello globale e dobbiamo contenerla entro due gradi. Le animazioni ci fanno capire che se non interveniamo i problemi saranno importanti. Tuttavia anche muovendosi per tempo con le energie rinnovabili …non è possibile scongiurare qualche problema. Mi piace che il climatologo non venda certezze ma parli di possibilità. Se ho capito bene il problema è che usiamo troppi combustibili come carbone e petrolio. Le argomentazioni sono sempre più interessanti ma… intricate. Non mi ricorderò mai nulla. Amen. Però un momento. Ho il blocco senza pubblicità che mi hanno consegnato all’ingresso. Scrivo. Il climatologo dice che ci sono anche buone notizie. Meno male. Sono mamma e le cattive notizie sul futuro sono incubi in cui vedo mio figlio. Il climatologo chiude parlando dei politici e degli impegni che hanno preso nell’ultima conferenza di Parigi. Dice che è un problema di soldi. Cosa non lo è? Applausi. Bravo.

Ora sale sul palco un altro incravattato. Elegante, tozzo, sembra un funghetto. Proietta slide con numeri e grafici, tabelle ciclopiche, pensate per spaventare una platea. Ma (stranamente) le parole sono semplici, chiare. Capisco. Prendo appunti. La finanza ha capito che il clima sta cambiando. Era ora. La finanza sostenibile è già una realtà. Ma dai? La finanza sostenibile investe solo negli stati e nelle aziende che prendono impegni sul cambiamento climatico. Interessante, scrivo. Dura poco. Sia lodato. Applausi.

 

Ancora un intervento? Un ragazzo barbuto con una cravatta storta e una voce nasale. Ancora finanza etica e sostenibile. In sostanza la finanza etica è sulla buona strada ma non pesa ancora molto in Europa, il 2 per cento o giù di lì. Poi fa vedere il lago Scaffaiolo e mi viene in mente che avrei voluto andarci quest’estate ma mio figlio era al campo solare e… Altre slide, ora si parla del fatto che la finanza sostenibile non rende meno di quella tradizionale. Anzi gli studi di una società col nome inglese dicono che la finanza sostenibile rende di più. Questo è interessante, scrivo. Che poi non ho tanti soldi ma almeno quelli, che siano per il futuro di mio figlio. Fine. Applausi.

Domande dal pubblico, si comincia. Guardo l’ora. Le undici! Devo correre a casa. Saluto la famiglia e corro per le scale. Altri bancari stanchi, cravatte nere, vestiti grigi, stanno appoggiati in attesa lungo le scale. In macchina ripenso a quell’impiegato che mi ha chiamato per la serata, e con cui non sono stata così cortese.

Magari domani glielo dico. Magari ne fanno altre di serate così.”

Lettera firmata

 

 

 

 

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Un commento

  1. Simpatica lettera della signora . Il problema dello sconvolgimento climatico è veramente serio . Solo delle persone superficiali e prevenute possono negarlo . L’origine di questo problema ? L’abuso dei combustibili fossili . Concentrare nello spazio di 150-200 anni la combustione di derivati del carbonio ( petrolio, carbone e gas ) accumulati nello spazio di oltre 500 mln di anni dovrebbe far pensare . Trombe d’aria nel Mar Ligure, cicloni in Irlanda, tempeste nel Middle West statunitense ed altro ancora rappresentano cosa stia succedendo a livello globale . Qui non si tratta di mettere ulteriori balzelli su benzina o petrolio, si tratta di modificare il modello di sviluppo e di sostenibilità del sistema umano sulla terra . Mi è giunto all’orecchio che qualche acuto amministratore abbia proposto una tassa sull’uso del legname quale combustibile e di proibire l’utilizzo di sistemi a biomassa ( legna ) per il riscaldamento . L’impatto finale di un sistema a biomassa nell’equilibrio naturale è 0 . Forse si pensa che utilizzando metano, gas fossile, le cose migliorino ?

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