Progetto funivia, non è dimenticato

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Ogni tanto riaffiorano le domande sul famoso progetto. Mancano le risposte…concrete. Una  recente lettera , inviata dal  Belvedere , mi dice:”..anche se lei è contrario sono sicura che sa qualcosa…”

Chiariamo dunque prima il punto sulla mia contrarietà: io scrissi che, considerando la situazione che io ritengo piuttosto grave dell’Alto Reno e quindi anche del territorio in questione, non mi sembra una scelta felice  quella di investire su un progetto di trasporto a fune i primi soldi che arrivano da Stato e Regione. Per fare un esempio è come se uno in gravi condizioni di salute pensasse prima di tutto al barbiere. Sicuramente il poter andare in funivia o seggiovia dal Corno alla Doganaccia potrà essere un’attrattiva (o se preferisce un servizio) interessante, ma prima occorre fare ben altro.

Nel caso questo fondi possano avere solo quest’unica finalità, fa diventare inutile qualsiasi discussione.

Quanto alle notizie, io sono rimasto alle dichiarazioni fatte da Igor Taruffi, il quale specificò che i 26 milioni di euro sono stanziati per un arco di tre anni al fine di riammodernare gli impianti della Toscana e dell’Emilia. E pertanto non è difficile prevedere che al Corno non toccheranno cifre di grande rilievo. Non so altro. Girano varie voci ma per ora non credo valga la pena di ascoltarle.

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Un commento

  1. Sino ad oggi le voci sul mega impianto seggiovia quadriposto + treno in galleria + funivia Doganaccia-Abetone sono quello che sono : un revival sconsiderato di una farneticazione di 55 anni fa . Mancano : analisi di impatto ambientale di zona molto particolare ( crinale ) su cui anche la U.E. avrebbe qualcosa da opinare, progetti di massima, piano di apertura di nuove strade per il movimento terra ( galleria) e relativo trasporto degli inerti di risulta, salvo che non si decida con quelli di interrare il Lago Scaffaiolo come proposto da qualcuno, una solida base di analisi economica profitti e perdite onde non ritrovarsi ogni anno a dover sborsare dai tre ai quattro milioni per coprire le spese di una specie di Alitalia del crinale appenninico, un piano infrastrutturale in grado di offrire validi argomenti di permanenza o di arrivo ai futuri e fantomatici turisti . Ho scritto fantomatici visto che da parte di vari estimatori del mega impianto si sono espresse considerazioni su massicci arrivi dai paesi nordici e sin dalla Russia per utilizzare la favolosa seggiovia quadriposto . Faccio presente che il costo delle infrastrutture, oggi totalmente inesistenti, servizi igienici compresi, finirebbero per drenare una quantità di risorse pari se non superiori a quelle relative agli impianti . Tanto per citare una sola voce : quanti pubblici esercizi nel Belvedere sono attrezzati per poter ricevere persone non auto sufficienti ? Qui si è andato a riesumare una idea scriteriata fuori dai tempi cercando di convincere e di autoconvincersi da parte di varie persone di aver scoperto la cassa del tesoro . Non ci si rende conto che la zona del Belvedere è, turisticamente, in una condizione di degrado strutturale e per agganciarsi a certe innovazioni dai costi sostenuti avrebbe necessità di una mole di lavori e, specialmente, di un cambio di mentalità e di gestione del territorio che richiedono soldi, tempo e intelligenza, valori che, purtroppo, non si vedono .

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