Grande caldo ma boom di magliette

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Un lettore  anonimo ma non troppo (credo di averlo individuato da alcuni particolari che gli sono sfuggiti) mi ha simpaticamente invitato a  comprare e ad indossare la maglietta rossa con la scritta  “Il collegamento ? Sì, grazie”. L’invito è ovviamente una provocazione, poiché mi sono da tempo espresso con parere negativo su questo investimento, ma per l’ennesima volta ritorno a spiegare il mio pensiero, perché forse anche al lettore pseudoanonimo è sfuggito. Dunque, se si tratta di comprare la maglietta non ho un attimo di esitazione, la compro volentieri  perché sono più che sicuro che l’incasso andrà a beneficio del territorio. Quanto ad indossarla…questo no, perché mi contraddirei. Ho detto e scritto che non vedo logico l’uso di quella cifra di cui da tanto si parla, e che non ho mai visto scritta da nessuna parte in modo ufficiale e cioè i famosi 16 milioni di euro ( ma anche se fossero 26 o 36 il mio ragionamento non cambia),  per fare il collegamento a fune tra Corno e Doganaccia, perché ritengo che ci siano  prima altre necessità per questo versante dell’Appennino. Se l’investimento invece ha solo questo fine, ogni discussione è inutile e aspettiamo che venga fatto.

“Hanno preso e messo la maglietta già in tanti” ma era facilmente previsto. Scrissi che dal bivio di Pianaccio in su i residenti e i commercianti sarebbero stati tutti favorevoli perché c’è una assoluta necessità di novità, c’è “fame” di qualcosa di nuovo che smuova  e attiri turisti altrimenti tutti gli operatori del Belvedere andranno ancor più in crisi. Ma il via ai lavori non dipenderà certo dal numero di magliette che circoleranno in zona. Le decisioni vengono prese in altre “zone”, in altre stanze. Nelle segreterie politiche dove fanno incontri e scontri  e al termine comunicano le decisioni. Queste  potranno anche essere virtualmente discusse, ma comunque andranno accettate.

“In questi giorni c’è un mucchio di gente sul Corno e ne avrebbero usufruito volentieri”, mi aggiunge il lettore. E’ ovvio che col caldo soffocante della città in tanti siano “emigrati” in altura, sicuramente molti avrebbero fatto volentieri un giro in funivia….Ma facciamo un po’ di numeri: che costo avrebbe il biglietto ? Diciamo 20 euro per andata e 30 per andata e ritorno ? Quanti affronterebbero la spesa più di una volta ? E dall’altra parte quanti verrebbero ? Ho fatto una cifra troppo alta ? Ma bisognerà cercare di arrivare più vicino possibile al pareggio o deve essere sempre la Regione ( e cioè tutti noi) a mantenere questi impianti ? Poi occorrerebbe un navetta per portare i turisti dal Cavone a Vidiciatico o Lizzano, altrimenti i negozi non guadagnerebbero niente.  Il grande affollamento è tipico di questo periodo vacanziero che purtroppo sappiamo finirà in buona parte il prossimo 27 agosto…e dopo ? Solo nei week end ci potrà essere qualche passaggio . E poi si aspettano le vacanze natalizie. Possiamo già  anticipare che con molte probabilità la neve si farà desiderare ancora una volta (lo dicono le statistiche dei meteorologi)  così gli sciatori lasceranno tanti vuoti negli alberghi e nella virtuale funivia o seggiovia. Non si farà invece attendere il maltempo e cioè pioggia e vento forte che imporranno il fermo a questi impianti.

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6 Commenti

  1. Gentile Direttore come lei ben sa questo è un argomento che mi lascia sempre molto combattutto, per un motivo principalemente. Che non si sa niente. Se ne parla, se ne straparla ormai dall’autunno scorso, ma di fatti concreti zero. Forse proprio la maglietta è l’unico fatto concreto compiuto fino ad ora.
    La cifra di cui lei parla non è sicuramente esatta, oppure non è sicuramente destinata al solo collegamento ma bensì a tutto lo sviluppo dell’Appennino EmilianoRomagnolo.
    Ad interrogazione portata in Regione dalla Piccinini del Movimento5Stelle l’Assessore ha chiaramente detto che per il momento è tutto fermo. In montagna si sono tutti indignati ma il silenzio politico è stato assoluto. Nessun politico locale di maggioranza o opposizione ha parlato. Questo mi porta a pensare che qualcosa in realtà nel sottobosco tra Lizzano e i palazzi della Fiera si stia muovendo. Ma difficilemente si muovera qualcosa di concreto che non siano solo proclami, visibile a tutti, in tempi brevi.
    È difficile quindi per me contestare questo investimento in quanto alla fine non si sa quanto possa essere rilevamente e soprattutto chi e come lo dovrà pagare.
    C’è un punto invece che mi potrebbe far propendere per il si al collegamento, anche a fronte di una cifra importante. Un punto che nessuno dice ma che potrebbe convincere anche gli ambientalisti più cocciuti.
    Nel progetto-idea del Comitato per lo sviluppo dell’AppenninoToscoEmiliano si costruirebbe la nuova seggiovia dalla Tavola del Cardinale allo Scaffaiolo eliminando quella che attualmente parte poco più sotto e arriva poco sotto allo Scaffaiolo e eliminando anche il vecchio e ormai obsoleto skilift del Cupolino.
    Una seggiovia che ne eliminerebbe due. Potrebbe essere paesaggisticamente ed ecologicamente molto convienente.
    Ma nessuno lo dice. Perchè?

    • Come ho detto precedentemente se ne parla da un anno ma non ho mai letto niente di ufficiale, solo l’intervento di di circa due mesi fa di Igor Taruffi sui social, per cui stiamo discutendo su proposte, su progetti futuribili e quindi quasi di niente. Sono d’accordo su un’eventuale nuova seggiovia come Lei ha citato.

  2. Le grandi spese in Italia si fanno quando ci sono grandi appalti e grandi “magnazze” ben gestite dal sistema partitico ( politico è già troppo impegnativo ) . Se poi si fossero anche alcune ricadute, modeste, positive per i locali, questo sarebbe un accidente casuale non voluto, in alto loco . Consiglierei al sig. Pasini di leggere cosa sta succedendo ad Amatrice da un anno in attesa di casette con danari, miliardi, spariti . Banche ben farcite di : parenti, amici, amanti, figli e quant’altro, dei soliti tromboni ( maschi e femmine ) partitici con i risultati che abbiamo sotto gli occhi . Indagini su parenti dei soliti noti insabbiate, prescritte ed anche di peggio . La mega struttura risolutrice di tutti i problemi dell’Alto Appennino Bolognese, non è in attesa né di progetti, né di analisi di impatti ambientali, e neppure di conti di profitti e perdite, è in attesa che nei retrobottega partitici ci si accordi sulla spartizione dei fondi stanziati . Ogni riferimento a Mafia Capitale è puramente accidentale come ad altre decine di ruberie quotidiane di cui, lei, sig. Pasini può benissimo documentarsi consultando qualsiasi quotidiano, anche via Internet .

  3. Caro Scagliarini purtroppo sono già ben documentato. Su Amatrice sa che la risposta migliore che sanno dare i politici è che la burocrazia frena tutto ma che questa serve perchè si evitano inserimenti mafiosi. È realmente così? O forse il contrario?
    Per rimanere al Corno sicuramente è così, ma se non si fa pressione quello che può succedere è che alla fine niente di niente non solo una mega funivia sarà fatta.
    Le magliette sono pressione?
    Secondo me no.

  4. Egr. Direttore, la navetta Cavone e Ritorno sembra tolta da un film dei Fratelli Marx . Faccia un paragone : Tirolo ( Nord & Sud ) e Trentino con il Belvedere . Là vi è una offerta di prodotti locali sia gastronomici che artistici tale da invogliare chiunque a spender soldi per avere qualcosa di particolare . Gli empori del Belvedere cosa possono offrire ? La Pasta Barilla, il Parmigiano-Reggiano ( ed è già tanto, ma nasce nel parmense anche come denominazione ) e poco altro . Quello che vi era di tradizionale è stato cancellato in 60 e più anni di dipendenza culturale turistica e da una piramidale ignoranza storica . Faccio presente che i “diversamente abili” come con linguaggio “Politically correct ” si definiscono i portatori di Handicap, specialmente motori, non hanno strutture, compresi i servizi igienici, adeguati alle loro necessità . Dal mio punto di vista, e qui mi rivolgo alla privata imprenditoria, avere un ristorante, tanto per citare una attività, studiata appositamente per queste persone dagli accessi, ai tavoli, ai servizi igienici ecc. dovrebbe consentire un incremento di lavoro non indifferente . Tralasciando l’aspetto morale, importantissimo, andando direttamente agli €, una persona in carrozzina ha almeno 1 o due persone quali accompagnatori; conseguentemente se, con adeguata informazione e offerta, vi fossero 5-6 persone su detto veicolo atto al movimento, di certo vi sarebbero altri 12-20 avventori . Queste, sig. Direttore, si definiscono infrastrutture di base mancando le quali si convoglia una parte del turismo in altra direzione . Ho citato una sola delle varie lacune del Belvedere, forse la più vergognosa, ma non è che ne manchino altre . Cordiali Saluti . Ettore Scagliarini

  5. Sig. Pasini, la burocrazia tortuosa ed asfissiante, oltre che parassitaria e corrotta ( definizione del Sig. Cantone ) è il braccio efficiente del mondo partitico . La paralisi degli aiuti a chi ne ha bisogno è il prodromo delle aperture e facilitazioni alla delinquenza organizzata . Ritornando ai problemi di casa nostra, una seggiovia in sostituzione dei due impianti in essere, ben obsoleti, non credo sollevi crociate di opposizione purché…purché si operi nel rispetto dei beni ambientali, vengano tenute sotto stretto controllo le gare di appalto e, specialmente, aboliti i sub appalti . In primis la gestione lavori va affidata a tecnici ed ambientalisti di sicura onestà e non dipendenti da consorterie partitiche . La delirante prosecuzione sino all’Abetone va cancellata subito . Si deve evitare che la seggiovia diventi il cavallo di troia per lavori devastanti e scriteriati nei quali si trovino a sgavazzare partiti e delinquenza organizzata . Resta comunque irrisolto il problema infrastrutturale sul quale dovrebbe operare detta seggiovia . Nelle attuali condizioni, se non si opera, da subito, nell’adeguare dette infrastrutture, anche private, ad un livello di eccellenza, detta seggiovia sarà un ulteriore sperpero di pubblico denaro con la garanzia di dover ogni anno appianare debiti e con la certezza di una ricaduta economica sul territorio modesta, stante il fatto, e mi ripeto, della povertà dell’offerta turistica di detto territorio . In parole povere se si vuol partecipare ad una corsa podistica ci si allena prima, non si va a correre e poi ci si allena .

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