Quanti ancora ?

“Continuano a sbarcare, oltre 8000 in questi ultimi giorni. Ma quanti ne arriveranno ancora ? ”

Elisa T. – Casalecchio

 

E’ un’emergenza vecchia di cui tutti erano a conoscenza. Ignorata finchè mafie e politica ancora una volta non si sono trovate d’accordo per questa pseudoaccoglienza. A metà degli anni ’80, ricordo che c’era il Governo guidato da Craxi, ebbi l’occasione di fare un viaggio di circa un mese in Tunisia, provai ad entrare anche in Libia ma non ci fu niente da fare, ma mi resi conto ugualmente della loro realtà. Un giornalista inglese scrisse in quel periodo su un quotidiano letto in tutto il mondo (il “Times” mi pare),  quindi non fu una confidenza personale, che aveva visto  nei campi profughi libici, veri e propri lager, circa 3 milioni di uomini, donne e bambini sahariani, subsahariani, somali, etiopi, ecc che non vedevano l’ora che si aprisse uno spiraglio per imbarcarsi e venire in Italia. Dopo la fine di Gheddafi sono partiti i contatti (anche fra i politici ma non furono quelli determinanti)ed è iniziato il passaggio da una parte all’altra del Mediterraneo. E si è dato il via all’”industria del migrante” . Le immagini che vediamo in tv creano sensazioni molto crude, stimolano la solidarietà, ma non facciamo finta di non sapere e non vedere che dietro si muove un mare di soldi. Le ricordo solo una frase che abbiamo sentito in tv da uno implicato a Roma nel processo “Mafia Capitale” :”Guadagno più con i migranti che con la droga”. Credo che dica tutto….Quando finirà tutto questo ?  Finchè al di là del mare ci sono tante nascite dove i prodotti agricoli mancano , e quindi l’alimentazione per tutti non è possibile, ci saranno sempre queste migrazioni di popoli, come ci insegna la storia. La loro gestione andrebbe fatta  con un intervento deciso, concreto e immediato da parte dell’Europa Unita e anche dell’ONU, che però raramente, molto raramente riescono  a far sentire la loro voce all’unissono in questi casi.   Troppi interessi finanziari e politici sono in ballo…poi ci sono anche i fattori umanitari, ma vengono sempre dopo…

 

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