Sharing economy

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Spett. Redazione, ho letto proprio oggi i dati di uno studio sulla Sharing economy . Il termine è Airbnb . In cosa consiste ? Hai un appartamento in un centro storico e vuoi affittarlo ? Ti rivolgi ad una agenzia di intermediazione e questa te lo affitta a turisti in transito per la tua città per vari giorni . A Bologna detto fenomeno ha una crescita a due cifre . E’ vero che il proprietario guadagna poco, circa 5.000/6.000 € annui ma è altrettanto vero che non ha storie di vario genere . Questa è una delle conseguenze dell’aver scaricato sulle spalle dei piccoli proprietari l’inefficienza delle istituzioni . Se un ingenuo dovesse affittare oggi un appartamento a 500 € mensili, oltre a tasse, balzelli e quant’altro si troverebbe, se l’inquilino non paga, non solo a dover pagare tasse su incassi non effettuati, ma ad indire una causa della durata di almeno 3-4 anni e del costo di varie migliaia di € per tornare in possesso del proprio bene . Se poi l’inquilino è una inquilina e si trova in stato di gravidanza, fin ché il figlio non avrà almeno 20 anni, quella può star tranquillamente dentro gratis senza pagare nulla di nulla . Quindi i casi sono due : o vendi il bene immobiliare o accetti una Sharing economy . La riduzione del numero degli immobili in affitto è principalmente legata ad una demagogica e folle politica del bene immobiliare che invece di essere considerato un bene sociale da utilizzare avvedutamente, è da parecchio tempo considerato un oggetto da bastonare e da distruggere .

Saluti da Ettore Scagliarini

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