Vidiciatico senza tennis e con quale futuro ?

Gentile Redazione di Reno News. 
Sono un frequentatore e villeggiante di Vidiciatico da ormai oltre 30 anni, sono figlio della generazione che ha acquistato gli immobili quando negli anni 80 il boom delle seconde case esplodeva in tutte le località turistiche italiane, montagna o mare che fosse non faceva differenza, e quando la villeggiatura di un mese e più rappresentava lo status symbol del benessere socio-economico , quando la villeggiatura era lo stare insieme alla famiglia mentre il tempo scorreva lento, con i nonni ed i genitori per una condivisione dello spazio e degli affetti.  Le nostre estati da cittadini Bolognesi erano suddivise in parti quasi uguali tra riviera romagnola ed Appennino, in un continuo di momenti bellissimi , amicizie , sport e benessere. 
Gli inverni seguivano lo stesso copione, sciare al Corno era un privilegio, la neve era abbondante così come chi la frequentava.
Abbiamo avuto la fortuna di vivere il momento migliore di Vidiciatico nel momento migliore della nostra vita, la giovinezza.  Abbiamo visto susseguirsi persone, locali , eventi , stagioni ed emozioni.
Vidiciatico ci ha permesso di creare ricordi , momenti di vita ed amicizie che proseguono tutt’oggi tanto sono forti i legami che è stato in grado di creare. Eravamo felici e lo sapevamo , ed eravamo fortunati  perchè anche se non lo sapevamo stavamo vivendo qualche cosa che oggi non c è più.
Chi scrive potrebbe scrivere ancora per ore di quello che si viveva e che si faceva……….. le gite al fiume, i tornei di calcetto,  le serate a chiaccherare nei campi, la sala giochi,  la libertà ed il sentirsi grandi…….e la bellezza quando si tornava in città di aver vissuto qualcosa…  ma probabilmente chi legge non ne ha bisogno perchè sa esattamente  rivivere quei momenti, che siano ricordi di bambino, di genitore o di nonno. 
Diversi anni sono passati  ed i bambini degli anni ’80 sono oggi dei trentenni , che hanno compiuto percorsi diversi di vita , di studio e di lavoro , in giro per l’italia e per il mondo così come la contemporaneità richiede, che però hanno ancora la voglia di cercare di ritrovarsi in quei luoghi che ci hanno dato tanto e che continuano in qualche modo a farci stare bene, abbiamo attinto benessere ed in cambio abbiamo contribuito all’economia del paese. 
Oggi chi scrive lo fa a nome di un gruppo di oltre 30 ragazzi, con le rispettive famiglie ed amici che hanno appreso che dopo più di 30 anni il chiosco dei campi da tennis di Vidiciatico sarà chiuso e non potrà più essere per noi un luogo di ritrovo, condivisione e di tempo libero oltre che di sport. 
Vogliamo esprimere il nostro rammarico e disappunto nell’assistere al costante ed inesorabile declino che da 10 anni ormai procede inarrestabile per Vidiciatico , un declino fatto di Hotel dismessi, attività che chiudono, spazi pubblici in stato di abbandono , nessuna progettualità o riqualificazione seria e importante. 
Vogliamo chiedere come sia possibile che vengano fatti dei proclami su investimenti di milioni di euro per ampliare piste da sci, quando non si ha la forza e la volontà di mantenere in vita piccole attività e presidi turistici indispensabili per la vita di tutti i giorni. 
Ci chiediamo come sia possibile per un territorio facente parte dell’area provinciale di Bologna non riuscire ad esprimere una classe dirigente in grado di avere un impatto se pur minimo sul tessuto sociale ed economico , investendo su una classe dirigente in grado di intercettare l’offerta che la società contemporanea richiede per poter attirare il turismo,  i paragoni con qualsiasi altro luogo turistico (senza scomodare le Alpi) , sia per quantità di offerta che per qualità sono ormai imbarazzanti e fanno ogni giorno di più dubitare che senso abbia ancora frequentare queste zone , piuttosto che migrare in zone molto più attrezzate , ma è il cuore che ci porta ancora qui anche se non sapremo dire per quanto ancora.
Ci chiediamo come sia possibile che il territorio si aspetti risultati diversi dagli attuali senza modificare nulla. nemmeno la posizione di una fioriera. 
Siamo perfettamente consapevoli che nel frattempo il mondo sia cambiato, e tutto sia cambiato. Non bisogna parlare di crisi , ma di cambiamento. 
E’  cambiato il modo di fare le vacanze dove la villeggiatura di lungo termine non rappresenta più lo status symbol del benessere, voli low cost , voglia di andare lontano, e frenesia sono nemici delle mete facili e lente. 
E’ cambiata la disponibilità economica, che viene razionata per fare vacanze più contemporanee, internet comanda ed in internet vidiciatico non c è. 
Sono cambiati gusti, aspettative , è cambiata la concorrenza ed come una beffa è cambiato anche il clima che non porta più la neve di un tempo.
Sotto questo radicale cambiamento  a 360 gradi Vidiciatico ed il comune di Lizzano sembrano soccombere piano piano ogni giorno, senza dare nessun segno di ripresa
Ci chiediamo e chiediamo all’amministrazione se dobbiamo arrenderci anche noi a questo tristissimo destino e migrare definitivamente in altre mete o se vi sia un minimo di progettualità nel loro lavoro quotidiano, consapevoli delle difficoltà che tale compito comporta. 
Ci chiediamo come sia possibile non dare , anche solo la minima percezione a chi vive il territorio che qualcosa cambi, sia in inverno che in estate. 
Ci chiediamo se la ripresa che sta avvenendo in termini ecomomici e turistici non possa anche solo essere minimamente intercettata da questa parte di territorio per fare almeno sopravvivere le attività di base del turismo e per incrementarle magari per renderle più attrattive e contemporanee.
Riamiamo sconcertati da tale immobilismo. 
Consapevoli del fatto che non esistono soluzioni facili ed immediate e della difficoltà nell’ affrontare questi temi per una realtà come Il comune di Lizzano, esprimiamo il disappunto purtroppo per la percezione  che non si provi in qualche modo ad invertire la rotta
La distanza che divide ormai Vidiciatico da Bologna non sono più 78 Km ……ma purtroppo molti, molti di più.
Un cordiale saluto. 
F. T. 
Gentile signor F.T. , rileggere la sua lettera mi ha riportato indietro nel tempo e contemporaneamente mi ha fatto ricordare e rivivere quei tempi. Io quand’ero ragazzo d’estate dalla mia  Casola guardavo il Belvedere e invidiavo che ci abitava, chi aveva occasione di starci perchè si curamente aveva tante possibilità per divertirsi, mentre nel mio paese non c’era niente. Passati un po’ di anni con la macchina finalmente potevo anch’io approdare nel piccolo, ma per noi grandissimo, divertimentificio dell’Appennino. Ricordo lo Slap, i juke box, i tavoli da ping pong, ma soprattutto era l’atmosfera che si viveva a renderci tutti felici di quello che avevamo, di quello che stavamo vivendo. Il tempo è passato e purtroppo tutto è andato sempre peggio. La realtà è quella che lei ha descritto molto bene, E tutti la conosciamo. Le colpe sono di tanti e quindi, come si suol, dire, di nessuno. Io ho trascorso di recente un periodo estivo a Lizzano e l’anno seguente a Vidiciatico ed ho così constatato quanto lei ha descritto. A lanciare l’allarme, come ho fatto anche su queste colonne, si è considerati disfattisti, sabotatori, traditori della Patria. Io ritengo invece che, evidenziando i problemi, si possano piano piano risolverli, almeno in parte. Ma intanto la distanza tra Vidiciatico e gli altri posti aumenta sempre più. Ed è sempre peggio. Sui potenziali impianti a fune mi sono già pronunciato e ribadisco: prima di arrivare a fare quella spesa ci sono tante altre cose su cui investire.
I campi da tennis che Lei ha citato, li ho fotografati due anni fa, ricodo che c’è anche un campetto da basket. Parlai col gestore di allora, gentilissimo e cordiale, che mi accennò alla fine del suo impegno. Non conosco le cause dell’attuale situazione, ma spero che qualcuno dell’Amministarzione ci risponda, ci spieghi e soprattutto ci dia speranze per il futuro prossimo.
M.B.

2 thoughts on “Vidiciatico senza tennis e con quale futuro ?

  1. Ettore Scagliarini

    Gentile signor F.T., quanto da lei scritto è lo specchio esatto della situazione del Comune di Lizzano . Oggi, come lei ha evidenziato, il turismo richiede una diversità di proposte e di offerte che fungano da attrattiva per una eterogeneità di aspettative e di desideri . Le mie competenze rivestono l’ambito storico-culturale del Belvedere, nello specifico gli antichi insediamenti, le ugualmente antiche vie di transito transappenniniche frequentate da mercanti, militari, pellegrini ed altri . Gli edifici religiosi certificano, al di sopra di ogni dubbio, come in passato pellegrini diretti a Santiago de Compostela, a Roma o, addirittura, al Santo Sepolcro, transitassero per le nostre zone . Oggi questi percorsi, siti in altre aree geografiche, vengono frequentati da decine o centinaia di migliaia di turisti ogni anno . E’ un turismo in crescita esponenziale certificato dallo stesso ministro Franceschini, dati alla mano . Un esempio a quattro passi da Lizzano : la Via degli Dei che da Sasso Marconi, lungo il crinale, giunge a Firenze ha totalizzato in un anno 14.000 frequentatori e si sono aperte 12 nuove attività commerciali . La Via Francigena in due anni ha avuto un incremento di frequentazioni del 500 % ( ha letto bene ! ) . Un paio di anni fa mi sono recato in Comune a Lizzano onde sensibilizzare l’amministrazione al fine di agganciarsi al progetto della via Cassia Minor ( Cassiola ) che da Nonantola giungeva in Toscana ( GAL ) . L’incaricato inorridì e, praticamente, mi indicò la porta di uscita . Nel mese di Febbraio ho scritto una e-mail alla Sindaca, sig.ra Torri, offrendo la mia collaborazione, gratuita, affinché si provvedesse sia alla pulizia di queste antiche vie di percorrenza, come richiesto da turisti inglesi, ed alla loro pubblicizzazione . Aspetto ancora una risposta . Si badi bene che gli investimenti per detta sistemazione potrebbero costare 1/1000 dei ventilati mega progetti sciatori ove la neve si vede, ormai, 2 mesi l’anno . Quali le ragioni di fondo del disinteresse delle amministrazioni ? A mio avviso le nostre amministrazioni sono diventate il referente locale degli interessi economici e di potere delle segreterie politiche . Lavori pubblici per milioni o miliardi di € cui metter le mani e “gestire” è l’imperativo categorico . La sistemazione di antiche vie con appalti per poche migliaia di € non è cosa appetibile . Gli elettori in montagna sono pochi e quindi è meglio indirizzare i propri interessi altrove . Questo altrove lo si vede ad Amatrice ove, dopo 10 mesi dal sisma, il 92% delle macerie sono ancora per le strade, le casette vi sono solo quelle costruite dalla Germania, il cui governo non ha inviato soldi, sapendo come sarebbero finiti, ma ha fatto costruire abitazioni . Adesso Cantone dell’anti corruzione e l’Antimafia stanno indagando su un appalto da 1 miliardo finito chi sa dove . E’ così a L’Aquila, nelle zone alluvionate, nei pubblici appalti ecc. Chiudo ricordando che una autostrada nella Comunità Europea costa mediamente 16 milioni il Km, il Italia 36 milioni . Sig. F.T. ha capito perché a Lizzano si lascia andare tutto in malora ? Non c’è trippa per i gatti ma neppure un livello culturale adeguato ad un rilancio turistico . Mala tempora currunt . Cordialmente Ettore Scagliarini

    Rispondi
  2. F.T

    Gentile Scagliarini , condivido il suo pensiero, il turismo deve essere affrontato a 360 gradi, dove ogni aspetto dovrebbe essere curato da persone competenti per i vari settori , così da garantire una offerta completa come questo avviene nei posti che funzionano. Anche noi abbiamo mandato una mail al sindaco rimasta senza risposta, e telefonando più volte in comune sembra incredibile ma non si riesce a parlare con nessuno , nemmeno un inserviente. Io sinceramente senza offesa verso l’amministrazione comunale di Lizzano , non credo che il loro livello di preparazione e competanza gli possa permettere di sofisticare e sfruttare i buchi neri dei fondi statali e dei finanziamenti, perchè per farlo ci vuole molta competenza , esperienza e dimestichezza, …..cosa che mi sembra mancare totalmente in questo territorio. Io vedo solo inerzia, incapacità e come dice lei un livello culturale totalmente insufficente per gestire ed affrontare il mondo contemporaneo. Probabilmente dobbiamo rassegnarci ad un mondo estremamente competitivo dove sopravvive solo chi ha capacità e tenacia, dove non ci sono risorse per tutti, ma solo per chi sa innovare, lottare e creare valore, e non mi sebrano caratteristiche di chi amministra e gestisce questi territori.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *