Acquedotti di casa nostra

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Spett. Redazione,

la telenovela sull’acquedotto di Roma, innescata dalla siccità, mi ha fatto ritornare alla mente l’inconveniente, serio, sull’acquedotto di Lizzano in Belvedere di pochissimi anni or sono . Gli organi di controllo hanno stimato che l’acquedotto di Roma sperperi circa il 40% dell’acqua immessa in rete causa tubazioni colabrodo . A questo punto formulo una richiesta alla Amministrazione del Comune di Lizzano in Belvedere : si è controllato quale sia la percentuale di perdite nei vari acquedotti sottoposti a detta Amministrazione ?

Dico questo per la ragione cha pochi anni or sono lungo la strada che fiancheggia la mia casa a Pianaccio, Via Borella, era scoppiata una tubazione dell’acquedotto . Gli operai del Comune, subito intervenuti, aprirono il piano stradale per scoprire che vi era un tubo completamente marcio, una volta di ferro . Però, ogni volta che ridavano pressione, scoppiava un altro pezzo di tale fatiscente manufatto . In breve dovettero sostituire un bel po’ di metri con adeguata tubazione . Se anche una parte delle condotte idriche comunali sono in tali condizioni, è completamente inutile non annaffiare orti e giardini, prelievo di poche decine di minuti il giorno, quando le perdite sono costanti nell’ambito delle 24 ore . Vi è poi un altro motivo : giardini ed orti ben curati sono un aspetto non secondario dell’appeal di una zona a vocazione turistica . Resto comunque in attesa di dati tecnici sulla efficienza dei nostri acquedotti forniti dalla Pubblica Amministrazione .

Cordialmente

Ettore Scagliarini

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