IL REPORTAGE: Dismeco, dove si recuperano “le cose, ma anche le persone”

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Tedeschi
Claudio Tedeschi, presidente di Dismeco

E’ la filosofia del presidente Tedeschi: “Alta tecnologia, Borgo Ecologico, didattica
nelle scuole: abbiamo scelto di produrre avendo cura per il mondo in cui viviamo”

di Mario Becca

LAMA DI RENO – Una vecchia lavatrice di una famiglia residente nel comune di Lizzano (ma potrei dire anche Vidiciatico o Porretta) è giunta alla fine della sua onorata carriera. Viene chiamato il rivenditore, in genere  il più vicino, che porta la nuova e carica l’usata sul camioncino. E questa dove va a finire ? Attenzione alla sorpresa: a Sondrio o a Brescia.

Sembra strano e quasi impossibile , ma è così. Specie pensando che alla Lama di Reno (Marzabotto) esiste l’azienda che è  stata la prima a trattare questo tipo di rifiuti : la DISMECO .

“Mio padre iniziò nel 1977, quindi almeno 25 anni prima che fossero emanate le  normative sullo smaltimento RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, ndr)”, ci dichiara il dottor Claudio Tedeschi, attuale presidente dell’Azienda, “e da allora abbiamo lavorato per migliorarci ed essere sempre i primi  In pieno accordo con i miei soci Viviano Fiori, presidente della BCC di Vergato, e Valerio Fiori, presidente di Italmetalli, entrambi originari di Vergato, che ringrazio per il sostegno non solo economico, abbiamo acquistato  le macchine più moderne e portato avanti processi innovativi. Col procedimenti di alta tecnologia riusciamo a scomporre l’elettrodomestico, e scomponendolo nelle sue varie parti senza mescolarle, riusciamo a recuperarne il 98/%. Ma nonostante questo lavoriamo molto poco rispetto alla potenzialità che la Dismeco avrebbe”.

Mi può spiegare meglio?

In Emilia Romagna ogni anno vengono smaltite 60.000 tonnellate di rifiuti bianchi, a noi ne arrivano solo 8.000, quindi una piccola percentuale. Se aumentasse, ai 30 dipendenti che ho adesso dovrei aggiungere altre  50/60 persone. Ovviamente sarebbero assunzioni fatte nel nostro  territorio. E ne sarei felicissimo. Però questo non succede perché, come detto, gli elettrodomestici vengono portati lontano.

Ma non c’è una normativa europea che parla di “affidamento ad aziende in prossimità”?

Esatto. Lo sanno tutti. Ma i rifiuti bianchi vengono prelevati da Consorzi che hanno i loro contratti con aziende di altre regioni. E così da qui vanno in genere verso la Lombardia (Sondrio o Brescia) o la Toscana (Arezzo). C’è un altro impianto in Emilia Romagna e precisamente a Carpi ed è gestito dalla Lega Coop.

Ci sono problemi con Hera?

Noi collaboriamo con l’azienda bolognese e credo che sarebbe un vantaggio anche per loro se questi rifiuti fossero portati  ad  un’azienda che è a pochi chilometri.

La DISMECO ha un fatturato che supera i 3 milioni di euro, investe mediamente 300.000 euro nella ricerca, ha tre brevetti, ha ricevuto riconoscimenti  da varie parti del mondo, citazioni da riviste scientifiche, riceve delegazioni in vista da vari paesi europei ed extraeuropei, ma tutto questo non basta. I rifiuti bianchi continuano a viaggiare verso altri lidi.

Noi ora lavoriamo 600 lavatrici al giorno. Sicuramente un buon numero ma  potremmo fare molto di più….e non dipende da noi..

Nel frattempo avete altri progetti allo studio?

Ora ne abbiamo uno ambizioso con l’Università di Goteborg. Riguarda il recupero del materiale all’interno delle lampade al neon, le cosiddette “terre rare”. Si trova raramente in natura ed attualmente è la Cina che ne ha quasi il monopolio e sta stringendo le vendite sul mercato. E’  materiale indispensabile per le nuove tecnologie (veicoli ibridi, fibre ottiche, ecc.). Ed inoltre con un pool di Aziende partecipiamo al progetto europeo “Relight Project”, il cui risultato sarà l’implementazione tecnologica degli attuali macchinari di trattamento delle lampade fluorescenti.

E poi c’è il  Borgo Ecologico…

Sì… tre anni fa ho voluto il salto di qualità. Non volevo  che l’azienda si occupasse solo di rottami, ma che svolgesse un ruolo più attivo anche per il territorio. Quando ho preso questi 42.000 mq dell’ex cartiera Burgo mi si sono aperti nuovi orizzonti. Ho investito cifre notevoli (10 milioni di euro, ndr) per avere un’azienda che fosse proiettata nel futuro e con materiali  all’avanguardia sotto il profilo ecologico, dai pannelli solari che coprono i capannoni ai macchinari con soluzioni geotermiche. Ho voluto che tutto il nostro processo produttivo fosse attento a questo, anche perché i rifiuti elettronici possono diventare pericolosi contenendo materiali come metalli pesanti, ozono e altri che vanno trattati separatamente per sicurezza.

Ma non si è limitato alla sua Dismeco, ha guardato anche fuori…

Ho voluto Villa Rizzoli (una palazzina all’interno del terreno ex Burgo, ndr) che diventerà un centro didattico rivolto alle scuole. Sono anche in contatto con Gianni Pelagalli,  perché vorrei che allestisse sempre lì il suo Museo. Voglio anche ricordare che collaboriamo con gli Istituti Penitenziari di Bologna e Ferrara per il reinserimento di giovani che hanno sbagliato. Quindi io punto non solo al recupero di materiali, ma anche di persone. Ed infine abbiamo il “Progetto Mecenart” col quale la Dismeco, sperando di essere seguita da altre Aziende del territorio, intende aiutare gli artisti della nostra zona. Abbiamo iniziato affidando al  giovane bolognese Mattia Ruggeri la realizzazione di un calendario stampato in 50 copie firmate e numerate. Ma abbiamo già in cantiere altre iniziative.

 

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2 Commenti

    • Gentile Lo.Chef(ma sarebbe molto meglio si firmasse), il 10% dei dipendenti proveniene dal territorio e un ulteriore 20% vi risiede stabilmente. Si documenti prima di dire inesattezze e legga l’esauriente articolo di Becca per capire le motivazioni. Sono sempre a sua disposizione per qualsiasi approfondimento. Un cordiale saluto. Claudio Tedeschi Presidente Dismeco Srl.

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