MARZABOTTO: L’ANPI commenta l’episodio avvenuto su un campo sportivo

E' giunta anche la solidarietà della Città Metropolitana e di Simonetta Saliera

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Sul grave fatto avvenuto al termine di una partita di calcio, dopo la decisa stigmatizzazione del sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, si aggiunge il commento dei rapppresentanti dell’ANPI:

“Oggetto: apologia di fascismo durante la partita Marzabotto – 65 Futa SSD Calcio

Abbiamo appreso che ieri, durante la partita in oggetto – valevole per il campionato di Seconda Categoria Dilettanti – dopo il gol segnato un atleta della “65 Futa SSD Calcio”durante l’esultanza abbia mostrato una maglietta con lo stemma della Repubblica Sociale Italiana, facendo il saluto romano rivolto al pubblico. Espressioni di chiaro stampo fascista.
Chiediamo a tutti: giocatore, società calcistica, federazioni sportive se sia ammissibile questo genere di comportamento. Non possiamo esimerci dal sottolineare il fatto che la maglietta con lo stemma sia un gesto ben premeditato e che il saluto romano rivolto al pubblico sia ancora più grave se si pensa al luogo, ovvero Marzabotto.
I recenti accadimenti dello Stadio Olimpico, con la famosa figurina di Anna Frank, dimostrano che occorre vigilare affinché tali episodi debbano essere stigmatizzati ovunque, tanto più a Marzabotto, città simbolo dell’eccidio nazifascista. Vorremmo chiedere all’atleta in questione se è conosce la storia di Marzabotto, se ha mai visitato il nostro sacrario o anche Monte Sole. Se lo avesse fatto forse avrebbe evitato un simile atto che offende la memoria dei nostri caduti.
Il fascismo è un reato, non una semplice opinione. Marzabotto ne è la dimostrazione tangibile.
A questo punto chiediamo alla società calcistica “65 Futa SSD Calcio” e all’atleta in questione di venire a Marzabotto, al Sacrario dei caduti e chiedere pubblicamente scusa per quanto fatto ieri. Nel frattempo stiamo valutando azioni legali contro la società ed il tesserato in questione, come associazioni e anche come membri del Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto. Questo perché la memoria è fatta di atti concreti e gesti formali. Non possiamo quindi archiviare episodi di questo tipo come semplici “ragazzate” proprio perché crediamo che il calcio (a tutti i livelli) debba essere portatore di valori quali il rispetto e l’amicizia, non certo quelli riconducibili a nefaste ideologie come quella fascista. Ci auguriamo che anche la giustizia sportiva faccia il suo corso per dare il chiaro segnale che i campi di calcio non possono accettare simili atteggiamenti. Il caso in oggetto dimostra che vi è un generale clima favorevole all’emergere di tali fenomeni che vanno stroncati alla radice. Auspichiamo quindi una presa di coscienza comune di tutte le istituzioni competenti (sportive, sociali, giudiziarie). Noi diamo per primi la nostra piena disponibilità a mobilitarci. Ora, prima che sia troppo tardi!

Il Presidente ANPI Marzabotto        Alessandro Borghi

Il Segretario ANPI Marzabotto        Manuel Mesoraca

Presidente Associazione Familiari   Gian Luca Luccarini

 

Le parole di Simonetta Saliera, presidente dell’Asse4mblea Legislativa della Regione:

“Le vittime di Marzabotto meritano rispetto. Lo sport deve unire e creare ponti tra le persone e non essere occasione di violenza sulla memoria delle tragedie del ‘900”.

Anche la Citta’ Metropolitana si affianca al Sindaco di Marzabotto e all’Anpi:

Merola: “La Città metropolitana sarà al fianco del Comune di Marzabotto perché venga perseguita l’apologia di fascismo dopo il gesto del calciatore della squadra 65 Futa”

La Città metropolitana di Bologna condanna il gesto del calciatore della 65 Futa che nella partita di ieri a Marzabotto ha “festeggiato” il gol vittoria con il saluto romano e mostrando al pubblico una t-shirt con lo stemma della Repubblica sociale italiana.

Non sono sufficienti le sole parole di condanna per gesti come questo, occorro fatti concreti. Perciò la Città metropolitana di Bologna – dichiara il sindaco metropolitano Virginio Merola – appoggia la scelta dell’amministrazione comunale di Marzabotto e del sindaco Romano Franchi di procedere per vie legali per chiedere l’applicazione delle leggi esistenti che puniscono il reato di apologia di fascismo ed è pronta a costituirsi parte civile in un futuro processo che persegua questo reato”.

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