Ancora disservizi postali a S. Benedetto Val di Sambro:

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Il Comune si rivolge alla Procura della Repubblica

 Dopo due lettere, diverse rassicurazioni e di fronte ad una cittadinanza esasperata che ha intrapreso una raccolta di firme, il sindaco Alessandro Santoni ha deciso di rivolgersi alla magistratura con un esposto per denunciare le carenze del servizio postale in diverse aree del suo territorio

 

 

Dalle parole ai fatti: dopo aver ripetutamente richiesto a Poste Italiane una maggiore attenzione a garantire il servizio postale nel territorio comunale di San Benedetto Val di Sambro, il sindaco Alessandro Santoni ha deciso, non avendo ottenuto valide risposte in merito, di procedere con un esposto alla procura della Repubblica.

Tutti i cittadini hanno diritto di ricevere la corrispondenza” spiega Santoni “chiediamo dunque una volta per tutte che terminino i disservizi nella consegna della posta per chi abita in Appennino. Sono stanco delle promesse di risoluzione dei problemi da parte di Poste Italiane, a fronte delle continue segnalazioni dei cittadini. A questo punto ho deciso di presentare un esposto affinché la Procura della Repubblica disponga gli accertamenti ritenuti più opportuni, con il solo obiettivo che si trovi soluzione a tale disagio purtroppo diffuso sul territorio”.

Alessandro Santoni

La decisione risale ad una ventina di giorni fa, ma è stata comunicata solo in questi giorni perché nel frattempo c’è stata da gestire l’emergenza legata all’interruzione del servizio di energia elettrica.

Il tema non è certo nuovo: a seguito della riorganizzazione adottata da Poste Italiane S.p.A. relativamente alla modifica nella distribuzione della corrispondenza, infatti, i cittadini di San Benedetto hanno iniziato in più occasioni a manifestare nei confronti dell’amministrazione comunale lamentele dovute alla tardiva consegna della corrispondenza o addirittura alla mancata consegna della stessa. Di fronte ad un tale malcontento, nell’aprile 2017, il sindaco Santoni ha segnalato il problema ricevendo rassicurazioni, visto che l’azienda assicurava non esserci ritardi, giacenze o code di lavorazione.

A questo punto il sindaco però ribadiva i disagi dei suoi cittadini: il ritardo nella consegna  di documenti contenenti scadenze di pagamento per utenze ed i relativi solleciti, principalmente acqua, gas, energia elettrica e telefono, ne aveva addirittura in certi casi comportato l’interruzione. Senza contare che in quegli stessi giorni diverse amministrazioni dell’Appennino si vedevano costrette a prorogare i termini per il pagamento della Tari, visto che le lettere con le tariffe non avevano raggiunto i destinatari per tempo, e che la stessa polizia municipale si trovava in difficoltà nell’espletamento delle proprie mansioni di servizio.

A fronte di qualche ammissione da parte di Poste Italiane, relative ad un quadro di criticità circoscritto ad alcune frazioni del territorio, però, non seguivano interventi volti a invertire la tendenza, fino a spingere i cittadini ad attivare una raccolta di firme, e la decisione del sindaco di rivolgersi alla giustizia per individuare eventuali responsabilità e nel caso ripristinare il servizio.

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