MONTE S.PIETRO: “Lo stradario della Resistenza”

"Una fonte inesauribile di storia locale che ci parla del passato ma anche dei valori del presente",

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Uno “stradario” della Resistenza per non dimenticare mai dove è nata la nostra libertà e dove è cresciuta la nostra democrazia. A Monte San Pietro, Comune in Provincia di Bologna, la storia della Liberazione rivive in un libro e un Dvd che saranno presentati il 7 ottobre prossimo all’interno di Tracce, nel contesto della Festa Internazionale della Storia. Si tratta di due prodotti documentaristici dedicati alla popolazione e agli studenti realizzati grazie alla collaborazione tra il Comune del primo Appennino bolognese e l’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna. “I percorsi della memoria. Le strade di Monte San Pietro dedicate alla Resistenza”, è un volume realizzato da Simona Salustri grazie al contributo dell’Istituto Parri, mentre il documentario “Quante le strade” è un filmato a cura di Lamberto Stefanini, Claudio Contri e Simone Caniati, prodotto con l’impegno dell’Anpi e delle Associazioni La Conserva e Cinerama.

“Come Assemblea legislativa abbiamo accolto con piacere l’invito dell’Amministrazione comunale di collaborare alla realizzazione di un lavoro che ci ricorda la nostra storia: la Resistenza, infatti, simboleggiò il riscatto del popolo italiano e la nascita dell’Italia libera, democratica e repubblicana in cui i diritti delle persone hanno preso il posto delle diseguaglianze e del sopruso”, spiega Simonetta Saliera, Presidente del Parlamento di viale Aldo Moro, che ricorda l’importanza che “strumenti come quelli redatti da Simona Salustri e dalle Associazioni, siano diffusi nelle scuole: chi dimentica il proprio passato è destinato a riviverlo”.

“I nomi delle strade delle nostre comunità sono come una sorta di enciclopedia in cui si alternano nomi di personaggi, di date, di mestieri. Una fonte inesauribile di storia locale che ci parla del passato ma anche dei valori del presente”, spiega Giulia Casarini, Assessore alla Cultura di Monte San Pietro, che ricorda come “nel nostro Comune si affronta nel 1960, per la prima volta nel dopoguerra, il problema della viabilità legato al fatto che Monte San Pietro si trova al centro di un processo di rilancio che favorisce nuovi insediamenti e la nascita di nuovi centri abitati con le conseguenti strade tutte da intitolare. Parallelamente continua la revisione della toponomastica comunale, scompaiono vecchi nomi e al loro posto si intitolano vie ai caduti della Guerra di Liberazione, alle regioni ed alle città d’Italia. Da qui inizia la nostra storia. Il 70° della Liberazione dal Nazifascismo, che ricorreva nel 2015, anno di ideazione di questi lavori, ci ha offerto la possibilità di molte letture storiche della Seconda Guerra Mondiale: dalla strage di Marzabotto, dal forte impatto emotivo, alla dimensione degli episodi locali che segnarono e sono la storia del nostro territorio. A partire da questa riflessione si è costruito un filo della memoria che porta a quando l’Amministrazione comunale si impegnò ad onorare la memoria dei Partigiani e dei caduti del territorio con l’intitolazione delle strade comunali. Nel 1977 il Consiglio Comunale deliberò tali intitolazioni. Ricerca storica, documentario e mostra fotografica, riproposta a conclusione del volume, danno conto, in modo complessivo, di questo percorso che ha visto come protagonista la nostra comunità”.

Libro e Dvd saranno presentati al pubblico sabato 7 ottobre prossimo alla Badia del Lavino alle ore 17 nel corso della settima edizione di “Tracce – Segnali di storia e memoria”, quest’anno dedicata alla presentazione del documentario “Mission n. AO#54”, un documentario che racconta la storia di un pilota americano abbattuto dalla contraerea tedesca tra Monte San Pietro e Valsamoggia nel 1944.

 

 

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