UNIONE, la solitudine di Porretta e Granaglione

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NESTI

Nesti e Nanni vorrebbero andare avanti, ma il destino appare segnato

di Mario Becca

Nel corso dell’assemblea di venerdì 25 gennaio, tenutasi a Vergato, Gherardo Nesti, sindaco di Porretta Terme, e Giuseppe Nanni, sindaco di Granaglione, hanno riconfermato la loro decisione di non essere d’accordo sull’unione con gli altri Comuni. E’, o sarebbe, loro intenzione proseguire con quell’unione fra le due comunità dell’Alto Reno nata il 15 aprile 2010 che sta proseguendo con ottimi rapporti e sicuri buoni risultati, ma… purtroppo per loro c’è una realtà contro la quale è difficile lottare. Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione, con tanti dati e opportune parole ha dimostrato come convenga anche a loro unirsi agli altri e alla fine ha sentenziato “Chi farà…avrà..”, ovvero se si uniranno agli altri 11 avranno come tutti gli aiuti da Via della Costituzione, in caso diverso… si dovranno arrangiare…

E dai primi dati risulterebbe un 40% di risparmio e diverse migliaia di euro di contributi per chi aderirà. “Meglio vincere in molti che perdere in pochi” ha sintetizzato , Daniela Aureli, sindaco di Castiglione de’ Pepoli, che si è ritrovata rimbalzata da una possibile unione nei Comuni dall’altra parte della montagna a queste Valle del Reno e del Setta che ha definito “Qui è una palude…siamo fermi da tre anni…”, alludendo alla lunga diatriba fra i primi cittadini per arrivare ad una necessaria e urgente conclusione.

Se a Porretta si vivesse ancora il boom della Daldi, l’eccellenza organizzativa delle Terme, brillasse il movimento turistico estivo (invernale non è mai esistito, a 300 metri s.l.m.) , rivivesse passati splendori il Festival del Cinema Libero e al bravo Uliani fosse dato un più concreto appoggio per il Festival del Jazz, si potrebbe pensare di fare di questo territorio unito a quello di Granaglione ancora più bisognoso di aiuto, una San Marino dell’Appennino, ma…  la realtà è ben diversa e all’orizzonte ci sono nuvole sempre grigie…
E quindi facciamo un plauso ai due sindaci che hanno difeso, e siamo sicuri continueranno a farlo, le loro comunità e la propria autonomia amministrativa, e che hanno adempiuto al mandato ricevuto dai cittadini, però hanno di fronte una realtà che gli toglie, a mio avviso, qualsiasi alternativa.

Se avessero avuto l’appoggio degli altri Comuni dell’Alto Reno? Mauro Brunetti, primo cittadino di Castel di Casio, dopo una primissima incertezza si è subito schierato a favore dell’Unione degli 11 divenuti 13 con l’ingresso nel gruppo di San Benedetto Val di Sambro e Castiglione de’ Pepoli. Alessandro Agostini, primo cittadino di Lizzano, dopo un’adesione alla maggioranza era sembrato propenso a rivedere la sua posizione, poi alla fine ha deciso, come lui stesso ha dichiarato nel corso dell’Assemblea, di rimettere la decisione finale al suo Consiglio Comunale convocato nei primi giorni di febbraio. Riteniamo però che anche con un’eventuale ma difficile adesione di questi al progetto di Porretta e Granaglione ben poco sarebbe cambiato.

nella foto: il Sindaco di Porretta, Gherardo Nesti

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