IL CASO: Ferrovia Porrettana, altro giorno da incubo

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PORRETTANA

Treni in ritardo, carrozze stipate, bagni rotti
Viaggio in una “normalità” che si è fatta insopportabile

Un altro giorno di ordinaria difficoltà per chi viaggia, per lavoro, sulla Ferrovia Porrettana. Una realtà quotidiana e ormai difficile da sopportare per chi vive sul territorio, ama questa linea piena di storia e fascino e la vede sempre più soffocata dai ritardi e dalle sopressioni di convogli.

“Quando si dice puntualità in giorni ordinari di rientro dal lavoro”. Segnala Valerio Giusti, na delle anime del Comitato per la Ferrovia Porrettana che fa di tutto per vigilare su questa situazione, renderla pubblica e cercare soluzioni. “Nella fascia pomeridiana TUTTI i treni sono in ritardo . Pure le composizioni sono demenziali e su alcuni treni viaggiatori già in piedi addirittura alla partenza o a Casalecchio di Reno”.

Con il passare delle ore, e nelle ore di rientro dal lavoro, la situazione si fa insostenibile. Come ci segnala sul nostro spazio Fb Giovanni Zavorri, anche lui membro del Comitato, descrivendo situazioni sempre più inaccettabili. “Sulla ferrovia Porrettana serata di ritardi memorabili: dalle 17,30 tutti i treni hanno portato ritardi memorabili, dai 63′ del 17,22 da Porretta ai 45′ del 19,04 da Bologna. Il 17,04 e il 17,34 fatti di elettromotrici a tre pezzi. Sul 17,04 da Bologna i bagni tutti guasti, l’affollamento incredibile e le porte che si chiudevano solo dopo quattro o cinque tentativi. E’ una situazione da incubo. Qui sta andando tutto a pezzi e non si vedono vie d’uscita”.

Noi continuiamo a segnalare il tormento dei cittadini, la fatica di chi lavora tutto il giorno e vede i viaggi di andata e ritorno trasformati in contrappassi inaccettabili. La Porrettana ha un bacino d’utenza incredibile, merita attenzioni e soluzioni.

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2 Commenti

  1. Per la questione carrozze disponibili, sono dell’avviso che eliminando i treni da porretta a marzabotto (treni che paradossalmente, invece, viaggiano vuoti) le carrozze risparmiate le si potrebbero utilizzare per le composizioni demenziali e per sostituire quelle con le porte non funzionanti, che potrebbero essere riparate. Visto che la disponibilità di “materiale rotabile” è ridotto al lumicino e la manutenzione è un vocabolo inesistente per le Ferrovie dello Stato.

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