OSPEDALE DI PORRETTA: I Sindaci chiedono risposte al direttore sanitario

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OSPEDALE PORRETTA

“Temiamo il depotenziamento della struttura e chiediamo un riscontro a breve”

Di seguito, pubblichiamo la lettera che i Sindaci dell’Alto Reno (eccetto quelli di Castel di Casio e Gaggio Montano) hanno inviato al direttore sanitario dell’ospedale di Porretta per esternare le loro perplessità sulla scelta di dar seguito alla chiusura del reparto chirurgia per le “ferie estive”.
La missiva è indirizzata al Direttore sanitario dottor Massimo Annichiarico e per conoscenza al Direttore ASL di Bologna dott. Ripa di Meana, al Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, all’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Carlo Lusenti, all’Assessore provinciale alla Sanità e Servizi Sociali Giuliano Barigazzi, al direttore del Distretto Porretta Terme Dott.ssa Elisabetta Vecchi, al presidente del Distretto Porretta Terme Sandra Focci e agli organismi sindacali territoriali di CGIL CISL UIL

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Oggetto: risposta del Direttore del Direttore dell’ASL all’OdG del Comitato di Distretto Socio Sanitario di Porretta Terme del 9 maggio 2013-06-12 Riscontriamo la comunicazione (inviata per consocenza9 del Dott. Francesco Ripa di Meana rimessa il 31 maggio u.s. al Presidente del Comitato di Distretto di Porretta e osserviamo quanto segue. Assunte sommarie informazioni, crediamo che, innanzi tutto, siano necessarie alcune premesse:

1)      L’Ospedale di Porretta Terme esegue circa 1000 interventi all’anno(quindi circa 100 al mese) di chirurgia generale, urologia, ginecologia e oculistica; dunque, un numero più che ragguardevole;

2)      Nei periodi che vanno dal mese di giugno al mese di settembre, l’attività chirurgica non ha dimostrato, nei precedenti anni, flessioni derivanti rispetto agli altri mesi dell’anno (sono infatti state eseguiti mediamente circa 250-300 interventi che vanno imputati a soli 3 mesi, posto che in agosto sono sempre state date le ferie);

3)      Allo stato attuale e cioè al 30 maggio u.s. risulterebbe una lista di atetsa di circa 10 interventi di classe A (neoplasie) e circa 50/60 di classe B (interventi gravi ma meno rilevanti) fra chirurgia generale, ginecologia e urologia; facendo riferimento a quanto precede, appare inoltre ragionevole pensare che il mantenimento dell’attività operatoria anche nei prossimi mesi estivi farà aumentare il numero di pazienti che necessitano di trattamenti chirurgici;

4)      4) fissare quindi un solo giorno di chirurgia da dividere fra tutte le specialità, appare del tutto insufficiente per far fronte ai bisogni dei cittadini;

5)      5) la situazione di cui sopra comporta un duplice disagio:

a)      i pazienti del nostro territorio, durante il periodo di chiusura delle sale operatorie, non posso essere trattati né a Porretta, né a Bologna, essendo i nosocomi della città impegnati con la loro mole di lavoro

b)      si crea un ulteriore allungamento delle liste di attesa per gli ospedali di Bologna perché già gravati da riduzione dei posti letto nel periodo estivo;

6)      La mancata riduzione dell’attività chirurgica programmata nell’ospedale di Porretta comporta una

probabile disaffezione fra l’utenza e la struttura (che attualmente gode di stima e considerazione); con i conseguenti esiti negativi;

7)La soluzione recentemente concordata fra il Direttore del Dipartimento Chirurgico (prof. Iovine), il Primario di Urologia (Dott. Buli) e il Direttore Sanitario locale (Dott.ssa Bernardi) che comportava l’utilizzo di due sale operatorie alla settimana dedicate alla chirurgia polispecialistica, pareva una buona soluzione di compromesso fra quanto prospettato dalla Direzione sanitaria e quanto indicato dal Comitato di distretto di Porretta Terme; ma di ciò non si ha più traccia.

Questo precisato, veniamo al contenuto della lettera inviata dal dott. Ripa di Meana.

In questa missiva i motivi della decisione sembrano basarsi sulle considerazioni che seguono, ma che non appaiono pienamente comprensibili e/o condivisibili; infatti:

a)      La lettera fa riferimento alla “..esistenza di margini di riduzione dei posti letto nel periodo estivo…” , ma non risulta vi sia un programma di riduzione di posti letto nell’ospedale di Porretta;

b)      B) quanto a “…un utilizzo più efficiente del personale di sala operatoria…” gli operatori normalmente operanti in chirurgia vengono ora utilizzati in altri reparti; e quindi non è bene comprensibile come venga risolta la questione delle ferie; peraltro, essi non possono essere inviati in altre strutture, in quanto il contratto di lavoro non consente un allontanamento dei dipendenti oltre 20 km.; noto infine che, negli anni precedenti, il personale di chirurgia ha effettuato le proprie ferie in modo del tutto normale, e quindi ?

c)      Notiamo infine che non si comprendono modalità e termini per eseguire la ventilata ipotesi di “…svolgere nel mese di agosto attività di day surgery in diverse giornate della settimana”..posto che tale periodo non è vocato a chirurgia minore destinata allo scopo.

Consegue da tutto quanto sopra – con l’ovvio rispetto per i Tecnici del settore e la distinzione fra le rispettive competenze istituzionali e le misure adottate dalla Direzione Sanitaria – da un lato peggiorano i servizi per il cittadino e  dall’altro non appaiono pienamente comprensibili gli scopi e i vantaggi per l’Azienda Sanitaria di Bologna.

Per essere sinceri, viene il sospetto che tutta questa manovra preluda ad un depotenziamento dell’ospedale di Porretta Terme; ma a questo non vogliamo credere, stanti le dichiarazioni che da più parti (politiche e tecniche ai più alti livelli) sono sempre state rilasciate.

Per questi motivi e per quanto già scritto nell’ultima missiva  firma dei cinque sindaci di questo territorio  e di oltre quello di Sambuca Pistoiese, ci auguriamo sia possibile un totale cambiamento di indirizzo per la soluzione di questo gravoso e delicato problema.

Restiamo in attesa di cortese e sollecito riscontro ed inviamo distinti saluti

I Sindaci

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3 Commenti

  1. come sempre si paga la scellerata competizione tra comuni di moltiplicare le strutture per offrire servizi a potenziali nuovi residenti?

    Rispondete anche voi sindaci e assessori regionali sul perchè sono stati costruiti due ospedali a 20 chilometri di distanza.

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