PORRETTA TERME, A “Fuori dal Giro” vince “La prima neve”

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Il secondo lavoro di Andrea Segre premiato dal pubblico come Miglior film

C’è un primo, importante risultato alla XIII edizione del Festival del Cinema di Porretta Terme. La prima neve di Andrea Segre si aggiudica il premio del pubblico come Miglior Film, nella sezione in concorso Fuori dal giro, dedicata al cinema italiano di qualità poco distribuito. L’operaMostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e aveva già ottenuto il Gran Premio Fiction e il premio del pubblico al Annecy cinéma italien 2013. Ora aggiunge l’importante riconoscimento porrettano.

Il film, presentato dalla sceneggiatore, Marco Pettenello, ha aperto il festival martedì scorso, riscuotendo il favore del pubblico che, con il suo voto, lo ha decretato il vincitore fra le tutte le pellicole in concorso – Via Castellana Bandiera di Emma Dante, Salvo di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza e Come il vento di Marco Simon Puccioni – selezionate dall’ Associazione Porretta Cinema insieme a Rete degli Spettatori.

Marco Pettenello commenta così il risultato: “ Io e Andrea ringraziamo il pubblico per averci scelto come Miglior Film nella sezione Fuori dal giro al Festival del Cinema di Porretta Terme, un piccolo festival, ma con una tradizione illustre- quella della Mostra del Cinema Libero – organizzato con passione ed entusiasmo da un gruppo di giovani volenterosi. La prima neve, già vincitore del Gran Premio Fiction e del premio del pubblico all’Annecy cinéma italien nel 2013, continua a darci grandi soddisfazioni.”

Tutti i film in concorso meritavano di vincere, dichiara Luca Elmi, presidente dell’associazione Porretta Cinema -, ma siamo particolarmente soddisfatti di assegnare il premio a La Prima Neve, un film dalla fotografia splendida, diretto e interpretato con grazia e sensibilità, che riconferma Andrea Segre, già ospite a Porretta per presentare Io sono Li, un regista fra i più interessanti in Italia in questo momento. Una grande vittoria per noi è stata anche l’affluenza del pubblico, molto numeroso a tutte le proiezioni del concorso Fuori dal giro. Segno che la proposta di un cinema d’autore, poco conosciuto e diverso dal solito, è stata apprezzata.”  .

La trama del film:
Pergine, piccolo paese del Trentino ai piedi della Val de Mocheni. E’ lì che è arrivato Dani, fuggito dal Togo e poi nuovamente costretto a fuggire dalla Libia in fiamme. Dani ha una figlia piccola (che gli ricorda troppo la moglie morta per volerle davvero bene) e una meta: Parigi. In montagna, dove ha trovato lavoro presso un anziano apicoltore, fa la conoscenza di Michele, un bambino che soffre ancora per la perdita improvvisa del padre.
Andrea Segre prosegue con questo suo secondo film di finzione dopo Io sono Li la personale ricerca del rapporto tra gli esseri umani e i luoghi che ne ospitano le vicende sia che vi appartengano dalla nascita sia che vi siano giunti per i rovesci della sorte.
Come Shun Li Dani è arrivato in un’Italia di cui non conosce le tradizioni ma, a differenza della donna cinese, non subisce le offese del razzismo strisciante. Perché questo film di Segre non vuole ripercorrere le orme dell’opera precedente. Dani l’emarginazione ce l’ha dentro come il piccolo Michele ed è data dal dolore profondissimo di una perdita, di un lutto che sembra impossibile elaborare. Hanno a fianco persone che vorrebbero aiutarli (l’anziano apicoltore per l’uno,la madre per l’altro) ma è come se avessero eretto un muro a difesa della loro sofferenza. Il bosco finisce così per diventare non il luogo fiabesco dove incontrare pericolosi lupi (qui semmai a fare danni è un orso) ma lo spazio, tra luci ed ombre, dove trovare una solitudine che può farsi cammino comune. “Le cose che hanno lo stesso odore debbono stare insieme” dice il vecchio a proposito di legno e miele. Dani e Michele sono impregnati dello stesso odore della deprivazione che li porta a pensare di non essere più capaci di amare coloro che hanno invece più bisogno di loro. Potrebbero avere entrambi bisogno di quella prima neve che offra una nuova visione del mondo, esteriore ed interiore.

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