APPENNINO: Boom di turisti su colline e montagne

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Trekking e picnic portano tante gente nei sentieri dei boschi

di Mario Becca

 

Finalmente tutti sorridenti e soddisfatti.  Le strade e i negozi dei grandi e piccoli centri dell’Appennino sono affollati di turisti che stanno curiosando, guardando …e anche comprando.

Nei sentieri e sono in tanti a fare trekki8ng, nei piccoli spazi pianeggianti si stanno aprendo tavolini e e seggiolini per il pranzo all’aperto  e nei ristoranti ci si prepara a fare un po’ di fila ma col sorriso e annusando nell’aria l’odore, e già il sapore,  di polenta, cinghiale, capriolo e di buona salsiccia nostrana.

Fa piacere ovviamente, ma è una sorpresa relativa.

Il periodo ferragostano ha sempre portato molta gente dalle nostre parti, quest’anno complice la crisi e il cattivo tempo di luglio era logico che ne portasse di più.

Con pochi soldi da spendere per la villeggiatura molti cittadini hanno tralasciato mete lontane e hanno guardato, o riguardato, il nostro Appennino che può offrire laghi e boschi, sentieri in collina e in alta montagna, e come sempre un’invidiabile e ricercata gastronomia.

In giugno e luglio è venuta tanta pioggia, l’aria è stata fresca e purtroppo anche nei week end molti ristoranti sono rimasti con tanti tavolini vuoti e gli alberghi hanno visto arrivare pochissime prenotazioni.

Abbiamo letto sui quotidiani la diatriba fra associazioni di albergatori e meteorologi, ma, e la cosa mi ha un po’ stupito, a lamentarsi sono stati solo quelli (singoli o in gruppo) della riviera . Non ho letto nessuna accusa (non sarebbe servita a niente, questo è vero) provenire dalla montagna che ne avrebbe avuto più motivo, perché ritengo che il calo maggiore sia stato più sulle alture che non in riviera. Chi sentiva fresco in città, non aveva ovviamente nessuna intenzione di andare a spendere per sentire più fresco, e quasi freddo, in montagna.   Ma questo silenzio è stato indice, a mio avviso, di una sola cosa: c’era già rassegnazione.

Ma ora va tutto bene.

C’è però qualche rischio: che qualcuno , pensando ai mancati introiti dei mesi scorsi, cerchi di rifarsi. In poche parole può succedere che da qualche parte i prezzi siano lievitati un po’ troppo. Ricordo che, nei tempi d’oro dell’Appennino, a Bologna si diceva che Porretta e Vidiciatico, guardando i prezzi, si sentivano Cortina e St.Moritz, non penso che ora sia così, ma qualche rischio ci può essere. E la conseguenza si può pagare cara. Il cliente o esce subito con sguardo torvo, o paga e brontola dopo…e non lo si vede più.

Quanto durerà questo periodo felice ?

Qualche albergatore ha già detto e scritto che teme il solito “deserto” dal 25 agosto in avanti. Altri sono più ottimisti e vedono grigioscuro solo dal 1 settembre.  Come solito molto dipenderà dall’andamento stagionale  e dalla realizzazione dei tanti progetti presentati da Assessori e Associazioni (ricordiamo  il Festival dell’Acqua che si terrà a Porretta).

Dopo si comincerà a pensare alla stagione invernale. Ma quella, come già detto, dipenderà in buona parte da come si risolverà il bando (4 settembre) per la gestione della stazione invernale. Incrociamo le dita…

 

 

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