PORRETTA TERME: Domenica prossima chiuderà l’Hotel delle Acque

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Nella foto: a sn. Graziano Prantoni, ex vicepresidente della Provincia, e a ds il dott. Aspero Lapilli, direttore Sanitario delle Terme.

 

Chiusura con 28 dipendenti e 200 prenotazioni.

di Mario Becca

 

“Pronto..Hotel  delle Acque..vorrei  prenotare il vostro bel salone da 150 posti  per un convegno e …  ”

No, signora, mi scusi se la interrompo, ma è inutile…domenica si chiude…

La notizia che dal 12 aprile si metteranno i lucchetti alle porte dell’Hotel delle Acque, tutto nuovo con 175 camere, attualmente il fiore all’occhiello delle Terme, a molti arriverà come un fulmine a ciel sereno.   Forse non per i 18 dipendenti che da tempo avevano sentito il preavviso del curatore fallimentare, dott. Pietro Stefanetti, ma certamente per chi aveva prenotato (si parla di circa 200).

Non è rimasto stupito il sindaco Gherardo  Nesti, che, forse, era già stato informato.

Ricordo che era stato annunciato che  sarebbe stato preso questo provvedimento nel periodo pasquale – ci ha dichiarato oggi il primo cittadino – Mi dispiace per i dipendenti, ma per loro c’è una trattativa in atto in relazione ad un progetto della Città Metropolitana. Mi stupisce invece quello che riguarda le prenotazioni.

Abbiamo contattato anche il dott. Aspero Lapilli , direttore sanitario delle Terme.

– Sì, sono ovviamente a conoscenza di questo fatto, ma non so altro .- ci ha risposto con disponibilità e tono gentile ma dal quale traspariva un’amarezza di lunga data – Rimaniamo tutti in attesa di eventi.

Gli “eventi” a cui fa riferimento suppongo che siano i tanto attesi risultati dai  confronti  tra il sindaco, che in questo momento è il rappresentante delle Terme,  ed  un gruppo italiano di notevole spessore e seriamente intenzionato a rilevare lo stabilimento, ma comprendendo anche la gestione dell’acqua.

Al momento l’argomento centrale è il futuro dei dipendenti e su questo punto abbiamo parlato con Massimo Gnudi, sindaco di Vergato e delegato a rappresentare l’Appennino nella Città Metropolitana.

C’è stato un primo incontro, diciamo un “tavolo di salvaguardia”, circa 15 giorni fa  e ce ne sarà un secondo fra due settimane – ci ha dichiarato nel pomeriggio odierno – E’ coordinato da Daniele Manca che è il vice sindaco e responsabile dello sviluppo economico. Direi che non vedo una situazione tragica, perché una parte dei dipendenti ha dimostrato di non essere più interessato a proseguire in questa attività lavorativa, per cui si sta parlando di neanche una ventina di persone.

E’ in corso un dialogo con un interlocutore interessato a rilevare le Terme, è ovvio che suo interesse è acquisire il tutto, ovvero con la gestione dell’acqua, ma senza i dipendenti. La trattativa ha margini di discussione su questi punti ?

Direi di sì. Le due parti avevano iniziato  dalle posizioni a cui lei ha accennato ma si stanno avvicinando. Il gruppo che vorrebbe subentrare lascia intuire che sarebbe disposto a dare continuità all’attività col personale interessato a rimanere  per concretizzare un serio progetto di rilancio.

E quindi cosa si può dire ai dipendenti che sono preoccupati per il loro futuro ?

Direi che ci sia una situazione che si può affrontare con un certo ottimismo. Non si poteva pensare che tutti, credo che fossero una cinquantina, potessero rimanere al loro posto. Ma per i 18/20 rimasti ci sono buone possibilità.

E’ stato sorpreso da questa chiusura ?

Se ne parlava. La data è una scelta del curatore fallimentare basata sul fatto che in questo periodo post pasquale ci sono meno clienti e quindi c’è un minor danno economico.

 

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Nella foto: Massimo Gnudi

 

Abbiamo contattato anche il dott. Pietro Stefanetti, curatore fallimentare delle Terme, ma ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

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Un commento

  1. Una agonia durata oltre un ventennio . Speriamo che chi subentrerà abbia l’intenzione di rimettere in carreggiata queste millenarie terme . Talvolta viene da pensare che se invece a capo di tutte queste sceneggiate ci fosse stato un personaggio alla Vipsanio Agrippa , quello dell’acquedotto di Bologna costruito in un decennio , forse le Terme di Porretta avrebbero fatto concorrenza a quelle di Caracalla . Altri tempi , altri fusti .

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