Sempre caldo, anzi bollente, il tema “rifiuti” in particolare dopo le recenti novità organizzative e quindi economiche derivate dalla fine del contratto che legava il rapporto con  la Toscana. Le comunicazione che “Una Nuova Idea” si attendeva non sono arrivate ed allora i compopnenti della lista civica guidata da Tiberio Rabboni hanno inoltrato una nuova interrogazione:

“Alto Reno Terme, unico Comune a non convocare il Consiglio comunale per l’approvazione delle modifiche allo Statuto di Cosea Ambiente e a sottrarsi al diritto-dovere di deciderne il futuro. Una scelta oggettivamente irresponsabile.

I consiglieri comunali Tiberio Rabboni, Elisa Mellini ed Alberto Zolli hanno presentato una interrogazione al Sindaco di Alto Reno Terme per sapere per quale motivo, unico tra tutti i Sindaci dell’Appennino bolognese, non ha convocato il Consiglio comunale per l’esame e l’approvazione delle modifiche allo Statuto di Cosea Ambiente, finalizzate ad allargarne l’attività nei settori della selezione, recupero e riciclo dei materiali raccolti; dell’autotrasporto in conto proprio e in conto terzi di rifiuti e merci; della manutenzione e gestione del verde pubblico e dei rifiuti cimiteriali; delle attività di tutela e decoro del territorio; della gestione di reti ed impiantistica nel campo delle energie rinnovabili per autoproduzione.

Il 18 settembre si riunirà l’Assemblea dei soci di Cosea Ambiente per recepire i risultati dei Consigli comunali, ed Alto Reno Terme, non potrà partecipare alla decisione finale, non avendo convocato il Consiglio comunale per approvare o respingere le modifiche proposte.

Per i consiglieri Rabboni, Mellini e Zolli si tratta di “un comportamento incomprensibile ed oggettivamente irresponsabile. Alto Reno Terme e’ socio, cioè comproprietario, di Cosea Ambiente e come tale ha il diritto-dovere di deciderne il futuro e di partecipare alle decisioni. Se Nanni è personalmente disinteressato non può negare al Consiglio comunale e ai consiglieri di assumersi le proprie responsabilità su di una questione così delicata ed importante.

Tanto più che leggendo il verbale dell’assemblea dei soci di Cosea Consorzio del 26 maggio 2017 abbiamo appreso che l’uscita dei Comuni toscani dal sistema Cosea comporterà una perdita di introiti di circa 600.000€ annui per il servizio di raccolta e di ulteriori 600.000€ per la gestione della discarica, e che, in una precedente Assemblea Cosea, i soci hanno deciso di affidare i futuri servizi di raccolta in montagna all’esito della gara pubblica, che a breve, l’agenzia regionale per i servizi idrici e i rifiuti, Atersir, promuoverà per l’intero bacino provinciale bolognese. Quindi chi vincerà la gara bolognese gestirà anche i servizi in Appennino.

Ci chiediamo se e’ questa la scelta più giusta o se al territorio non risulti più conveniente chiedere ad Atersir di affidare direttamente la gestione dei servizi “in house” a Cosea Ambiente, sulla base di un nuovo ed efficace Piano di riorganizzazione Industriale? Perché ad Alto Reno Terme di tutto ciò non si parla? Dove sta la trasparenza, l’informazione, il coinvolgimento della comunità nelle scelte?

La discussione sulle modifiche statutarie e sull’ampliamento del campo di azione di Cosea Ambiente poteva essere l’occasione per fare chiarezza su tutto questo e per decidere cosa ancora e’ possibile fare per tutelare al meglio i dipendenti e i cittadini-utenti, nonché per valorizzare, il patrimonio di professionalità, di esperienze e di conoscenza del territorio di montagna acquisito da Cosea in oltre 30 anni d’attivita.

Purtroppo scontiamo, ancora una volta, l’ottocentesca chiusura municipalistica di una  amministrazione che non capisce che non è più tempo di autoisolamento e che solo collaborando con gli altri Comuni si può fare, al meglio, l’interesse della comunità di Alto Reno Terme”.

Tiberio Rabboni – Elisa Mellini – Alberto Zolli

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