ALTO RENO TERME – La nuova ambulanza per la P.A.: una giornata memorabile

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 “L’amore non è un tornaconto, quando c’è, è gratuito, non è un dare e un avere, nel momento in cui si dà , si ha”

“Date loro voi stessi da mangiare”

Risuonano ancora nell’aria queste frasi dell’omelia dell’Arcivescovo Metropolita Matteo Maria Zuppi venuto per la prima volta a Granaglione il 28 luglio scorso a celebrare la messa nel santuario della B.V. di Calvigi. Si è presentato gremito di fedeli desiderosi di  presenziare alla presentazione  della nuova ambulanza donata da vari enti alla Pubblica Assistenza di Granaglione e intitolata a ricordo del Dott. Antonio “Tonino” Rubbi.

Il Vescovo Matteo Maria Zuppi, è arrivato nel piazzale del Santuario, sorridente e gioviale come sempre, salutando tutti e intrattenendosi con le autorità civili, militari e religiose, in particolar modo si è soffermato con tutti i volontari della Pubblica Assistenza di Granaglione e anche con altri enti di volontariato dei comuni vicinori per conoscere qualcosa in più del loro ruolo all’interno di una comunità.

La messa, celebrata insieme al Parroco Don Michele Veronesi e alla presenza della Confraternita, aveva come lettura la parabola dei pani e dei pesci. Il celebrante ne ha tratta  un’omelia intensa, con parole semplici del Vescovo Matteo, improntata sull’apertura ai bisognosi e sull’amore  che non deve aspettarsi niente dall’altro. Si è soffermato sulla montagna di Granaglione, luogo dove non passi per caso, ha sottolineato, ma che scegli come traguardo e quindi non deve chiudersi, ma aprirsi  per dare quel poco che ha e ricevere in cambio molto, molto di più, proprio come la parabola.

Al termine della funzione religiosa per ricordar il Dott. Antono Rubbi sono intervenuti il Sindaco Giuseppe Nanni  e la presidente della Pubblica Assistenza Tiziana Zucchini, che non ha nascosto una certa commozione.

Subito dopo nel sagrato del santuario è stato tagliato il nastro alla nuova ambulanza da parte del Vescovo Matteo e del Sindaco di Alto Reno Terme Giuseppe Nanni seguito dalla benedizione.

La presidente Tiziana Taruffi ha consegnato dei riconoscimenti in segno di gratitudine e  collaborazione al Vescovo Matteo, al Sindaco Giuseppe Nanni, al Parroco Don Michele, alla famiglia Rubbi, alla Confraternita, ai rappresentanti della Polizia Municipale, della Polfer, dell’Arma dei Carabinieri e della Finanza.

In questo pomeriggio di luglio, tra il verde e la spiritualità di Calvigi, era evidente la gioia di tutti i volontari della Pubblica Assistenza ad avere una nuova macchina in ricordo di una persona come Tonino Rubbi che ha dato all’Associazione parte della sua vita in risorse professionali, materiali e spirituali. E loro, che fanno tesoro di ogni piccola cosa, continueranno la loro inestimabile attività a servizio dei cittadini di Alto Reno Terme e a correre con l’ambulanza che porta il nome di Tonino Rubbi, perché, come ha detto il Vescovo Matteo Zuppi:

“L’ambulanza va sempre di corsa per aiutare gli altri, così dobbiamo fare anche noi”.

Foto di Pasqualina Tedesco

Il ricordo di Tonino Rubbi nelle parole di Giuseppe Nanni:

 

“Porto a tutti voi il saluto del Comune di Alto Reno Terme, saluto e ringrazio Sua Eminenza, Monsignor Matteo Maria Zuppi, che ci onora della sua partecipazione in questo luogo, a noi molto caro.

Siamo qui per ricordare il dottor Antonio Rubbi, o meglio, più confidenzialmente come ci aveva abituati a nominarlo, Tonino Rubbi.

Un uomo buono, generoso, umile a dispetto di una storia personale incredibilmente ricca.

Scorrendo la sua biografia, lo troviamo impegnato in vari settori, da quello politico e istituzionale a quello sindacale, d quello dell’imprenditoria a quello religioso: alla sua morte, con una  definizione a mio parere assai riuscita, il Corriere della Sera lo definì “volto storico del solidarismo cattolico bolognese”.

Lungo la sua vita ricoprì una miriade di incarichi prestigiosi, ben rappresentati da riconoscimenti di alto valore, da quello di 2Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana” a quello di 2Commendatore dell’Ordine Pontificio di San Gregorio Magno”.

Riconoscimenti che ben simboleggiano e rappresentano la missione che egli si era dato, e che interpretò sempre con grande passione e integrità morale.

Benché abbia svolto funzioni importantissime a livello nazionale, la storia di Tonino Rubbi è profondamente connessa con la città di Bologna  e, dal 1978 in poi, con il nostro territorio.

Fu in quell’anno che diventò dirigente delle Terme di Porretta, e possiamo dire che, da allora, il suo legame con l’Alto Reno si è sempre più consolidato. Tanto è vero che, anche dopo la sua uscita dall’azienda termale, egli scelse di continuare a vivere qui, con la sua famiglia.

Un amore per questi luoghi che condivideva con la cugina Paola Rubbi, appassionata particolarmente del verde e dei borghi di Granaglione. L’amica Paola, che sarebbe scomparsa  pochi mesi dopo di lui, nel luglio dello scorso anno, e che ebbi l’onore salutare pubblicamente durante le sue esequie a Bologna.

Chi ebbe modo di frequentare Tonino nella sua esperienza termale, lo ricorda come uomo competente e Dirigente integerrimo, profondamente legato all’azienda.

Direttore Generale fin dal 1978, negli anni 86/87 fu impegnato in un difficile ruolo di mediazione, quando le Terme passarono dalla famiglia Testa ad altra società. In quella fase egli rappresentò un punto di congiunzione tra vecchia e nuova proprietà , assumendo il ruolo di Amministratore Delegato.

Furono anni di grandi successi per le Terme, fino alla crisi nazionale che colpì il settore nel 1993, a causa dei drastici tagli statali. Da allora, Tonino Rubbi lottò a lungo per tenere alta l’attenzione sui problemi della realtà porrettana e dell’intero mondo termale, sempre con un riguardo particolare per le sorti dei lavoratori colpiti da quella crisi.

Il suo impegno, la sua competenza , gli valsero una fiducia incondizionata da parte dei termalismi italiani, al punto che fu presidente nazionale di Federterme dal 1990 al 1998, e da allora ne divenne Presidente Onorario.

Ma, come dicevo prima, la sua opera non si esauriva certo nell’ambito professionale. Molteplici erano gli incarichi  in associazioni, fondazioni, realtà del volontariato,  di cui Rubbi si serviva, passatemi il termine, per cercare di aiutare i più deboli e bisognosi, in un rapporto sempre molto stretto con il  mondo ecclesiastico, quello istituzionale e quello dell’associazionismo bolognese.

Fu grazie al suo duplice ruolo di consigliere della Fondazione Carisbo, nonché socio onorario della Pubblica Assistenza  di Granaglione, che Tonino Rubbi riuscì a procurare un contributo economico determinante per l’acquisto di un’ambulanza, lasciando anche nel nostro comune un segno tangibile del suo costante impegno sociale. Un impegno che venne meno solo con la sua scomparsa, nel settembre 2016.

In tempi in cui, parte della società occidentale sembra arrendersi all’egoismo r ripiegarsi su se stessa, è importante tenere vivi esempi come quello di Tonino Rubbi, improntati alla solidarietà, all’onestà e ad una spiccata sensibilità sociale, sempre vissuta e gestita con discrezione e umiltà.

Noi, che di tutto questo siamo stati testimoni, non potremo e non vorremo dimenticarlo. Grazie Tonino, e ancora grazie a tutti voi per essere intervenuti.”

Giuseppe Nanni

  

  

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