APPENNINO E CORONAVIRUS: Le voci della poesia

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In questo periodo particolare di pandemia qualcuno ha avuto l’ispirazione dedicata proprio a una situazione difficile da affrontare. Ecco alcuni testi che pubblichiamo di di tre poetesse del territorio, tra cui la nostra collaboratrice Pasqualina Tedesco.

Forse un giorno lontano, le poesie, come tutte le altre storie vissute durante la pandemia, racconteranno ai posteri la tragedia che l’intera umanità sta ancora  vivendo in questo anno 2020.

 

“CORONAVIRUS

Non meriti una poesia
perché sei una pandemia.
Tutto il mondo di te parla
ed è pronto a darti battaglia.
Di superbia ti vanti
e perciò ti trattano con i guanti.
Dai pargoli stai lontano
non possiamo privarci
della loro la mano.
Forse per questo
ti hanno dato la “corona”
e anche se lasci il male
ovunque tu vai,
ancora ti chiediamo:
i bambini non toccarli mai!

Luciana Calistri – Casa Calistri (Alto Reno Terme)  –  4/3/2020

 

“CUORE, CUORE ADDOLORATO”

Cuore addolorato
per il male che arriva
all’improvviso
quando meno te lo aspetti.

Ti porta via il sorriso dal cuore
e ti lascia l’angoscia totale
nell’anima.
Non puoi fare niente
per le persone che ami
e stanno male,
puoi solo accarezzarle
con il tuo pensiero intimo,
solo tuo
e sperare che giunga fino a loro
per dimostrare il bene
e l’amore che hai nei loro confronti.

Vorresti togliere tutto il dolore
che esiste nel mondo,
specialmente,
nei bambini
ma non si può
allora il cuore è affranto,
spera
nel miglioramento, nel miglioramento,
nel bene che regala, di nuovo,
la voglia di vivere.

Vorrei con tutto il mio cuore,
far sì che tutti
avessero la possibilità di gioire,
di essere felici,
di regalare ovunque sorrisi
e allegria.

L’amore salva la vita,
aiuta nei momenti di sofferenza,
di patimento
e permette di donare quei sentimenti
utili alla sopravvivenza
di ogni essere umano.

L’amore… solo l’amore
salva la vita.

Giovanna Giagnoni – Sambuca Pistoiese  –  5 maggio 2020

“CORONAVIRUS, NEMICO INVISIBILE

Da mesi….
ci osservi, ci scruti
e sorridi spavaldo
di fronte alle nostre paure
che crescono ogni giorno di più.
Ci hai tolto i baci
dei nipotini ai nonni,
gli abbracci,
gli affetti, gli amici.
Ci hai tolto gli sguardi, i sorrisi,
in cambio di video chiamate
che sanno di lacrime e di solitudine.
Ci hai tolto la vita all’aria aperta,
privandoci della primavera,
colorata, prorompente, corposa,
mai così bella come quest’anno
in cui sei arrivato tu.
Ci hai tolto l’azzurro del mare
e il verde della montagna.
E mentre nelle corsie d’ospedale,
qualcuno non sa se questo
è il suo ultimo tramonto
o se domani

sarà la sua prima alba,
impietoso prosegui la tua corsa
carico di vittime,prive di un saluto caro
sui carri dell’esercito italiano,
accompagnati dal silenzio e
dal tricolore.

E prosegui avido.
ancora nelle strade e nelle case,
dove ci sono i più deboli
che speravano ancora
di ricevere una carezza.
Perché è questo che vuoi da noi:
la distanza che ci uccide dentro,
che rende il cuore
un granello di sabbia spaventato.
La distanza….dalle persone che amiamo,
dagli amici più cari,
dai nostri luoghi del cuore,
persino la distanza da Dio.
E senza Dio……..
di certo non potremmo convivere con te.

Lui ci prenderà per mano,
ancora una volta.
come all’inizio del creato,
e tu resterai
solo e sconfitto
nella profondità della terra
e lontano dalle nostre vite.

Pasqualina Tedesco  –  Olivacci  (Alto Reno Terme)  29/03/2020

 

 

 

 Foto di Pasqualina Tedesco

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