Zocca trasuda affascinante “noir” per il terzo anno

Raccoglie sempre più consensi e nomi importanti la kermesse giunta alla terza edizione

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Festa Cantiere Zocca Noir festeggia un importante terzo traguardo e tutti gli appassionati della letteratura di indagine non si sono fatti attendere per incontrare gli autori prestigiosi che hanno partecipato alla terza edizione di un evento, iniziato in sordina, ma diventato immediatamente un appuntamento imperdibile in Appennino.

Franco Insalaco dell’Associazione Giardino Filosofico e Inventificio Poetico, tra gli ideatori ed organizzatori (insieme a Sabina Macchiavelli) e Loriano Macchiavelli, papà di Sarti Antonio, hanno commentato lo svolgersi degli appuntamenti che si concluderanno domenica 17 settembre e non hanno nascosto la loro soddisfazione, non tralasciando tuttavia qualche aspetto da migliorare.

-Zocca Noir giunge al traguardo della terza edizione. Un’edizione forse ancora più corposa delle precedenti, che vanta nomi noti del panorama thriller e noir, ma non solo (giornalisti, artisti, ecc…). Come si spiega la scelta vincente di ambientare questo Festival a tema nel comune di Zocca?

Il sindaco dell’amministrazione precedente, Pietro Balugani, aveva pensato a un festival del noir, genere di grande diffusione e di affermato successo editoriale, per incentivare le dinamiche culturali nel Comune dell’Appennino. – mi risponde Franco Insalaco – Questo, sapendo che uno dei più importanti autori noir italiani ne è cittadino onorario e dunque il terreno era particolarmente fertile. Così è iniziata la Festa Cantiere, che l’amministrazione attuale ha voluto continuare come segno di vitalità e impegno in direzione di una crescita culturale di questi territori.

-Sappiamo molto bene che l’Appennino offre numerosi spunti per una scrittura cosiddetta d’indagine. Al momento, si può dire che forse l’Appennino è più noir di una Bologna ormai un po’ troppo sfruttata, in tal senso?

Non direi che l’Appennino offra più spunti noir di Bologna o di una città in generale. – replica Loriano Macchiavelli – L’Appennino offre altri spunti che non sono meno noir di quelli delle metropoli. Anzi, a volte sono più cattivi. È naturale: siamo in un altro ambiente, altri sono i protagonisti e altre le storie da raccontare. Il romanzo vi si adegua. Diciamo meglio: il romanzo che vi si adegua sarà un romanzo con le stesse tensioni e finalità e mostrerà, o tenterà di mostrare, il lato oscuro della società.

-Il Festival può essere certamente considerato un esempio di come diverse tipi di arti (non solo la scrittura) si possono unire e creare qualcosa di nuovo ed in continua evoluzione. Come si approcciano fra loro gli artisti, in questa kermesse? C’è una collaborazione attiva o ognuno lavora per conto proprio?

Capita spesso che prima della Festa Cantiere gli artisti invitati non si siano mai incontrati. – aggiunge Insalaco – In realtà la sintonia viene creata proprio dalla manifestazione. Il nome “Festa Cantiere” indica la volontà di mettere nella condizione più conviviale i partecipanti, al di là delle singole specializzazioni, in modo da pensare insieme e costruire dialogicamente un nucleo di riflessione nuovo, una chiave di lettura degli eventi e dell’attualità che sia comune e condivisa fra pubblico e artisti.

-Se doveste fare una piccola critica, sicuramente costruttiva e da lettori del noir,quale sarebbe?

Che la notizia del festival circola poco, manca una informazione più diffusa perché quella utilizzata non arriva lontano. – commenta Macchiavelli- Cioè rimane locale, mentre l’iniziativa, per i nomi che coinvolge e gli argomenti che tratta, meriterebbe un pubblico nazionale.

-Il noir, da molto tempo, ha assunto un aspetto un po’ seriale, nel senso che vede nascere protagonisti di tante storie e personaggi che accompagnano il lettore per anni, diventando i loro beniamini, anche se il protagonista del noir, spesso, è più un antieroe che un eroe. Si può dire che, probabilmente, i personaggi che il genere ha creato, siano molto più umani e empatici rispetto a quelli presenti in altri generi di romanzi, forse più  adatti alle famiglie e quindi un bacino d’utenza più vasto?

Una delle caratteristiche del noir, fin dalla sua nascita, è la serialità. Non è indispensabile, ma è utile alla conoscenza del genere.-concluide Macchiavelli- In un certo senso è vero che i personaggi dei noir spesso risultano antieroi, ma sono pure degli eroi perché hanno la forza di continuare una lotta, spesso impari, con il mondo che li circonda. Pensiamo Marlowe e capiamo cosa voglio dire.

Un aneddoto divertente da raccontare, nel corso dell’organizzazione di questa terza edizione?

Qualcuno prendendo un volantino della Festa Cantiere distribuito da Franca, moglie di Loriano Macchiavelli, le ha chiesto, con una lieve nota di disgusto, se noi sapessimo almeno cosa è un Cantiere, sottintendendo che lì c’è poco da far festa. – aggiunge ridendo Insalaco – Franca, che ha lavorato l’intera vita per una impresa costruttrice, ha risposto a segno: “Certo che lo so, ma la Festa Cantiere Zocca Noir non costruisce case, costruisce la mente.” La Festa Cantiere fa cultura. Risposta che ci pare bellissima e pertinente.

 

Il programma completo della kermesse, insieme a notizie e curiosità, è consultabile all’indirizzo internet http://festacantierezoccanoir.blogspot.it/

 

 

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