CITTA’ METROPOLITANA: Contrasto alla violenza sulle donne

Approvato in Consiglio metropolitano l’Accordo con i Distretti e i Centri antiviolenza: 19 posti per la prima accoglienza e 25 per l’ospitalità

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Emilbanca

Approvato all’unanimità dal Consiglio metropolitano l’Accordo che vede impegnati la Città metropolitana, i sette Distretti socio sanitari per le pari opportunità e i Centri antiviolenza del territorio (Casa delle Donne per non subire violenza, Trama di Terre, Mondo Donna, Udi, Per le Donne, e Sos Donna) a dare risposte coordinate e condivise per realizzare un sistema di accoglienza, ascolto e ospitalità per le donne che hanno subito violenza e di contrasto alla violenza.

Complessivamente saranno messi a disposizione 19 posti per la pronta accoglienza (17 Casa delle Donne e 2 Trama di Terre), 25 posti per l’ospitalità di seconda accoglienza nelle case rifugio, e servizi di ascolto e consulenza.

In particolare poi la Città metropolitana s’impegna, in continuità con il precedente accordo, a concedere in comodato gratuito alla Casa delle Donne tre unità abitative.

L’Accordo, unico nel suo genere a livello nazionale, è la cornice di un’importante azione integrata fra soggetti pubblici e privati per l’accoglienza delle donne maltrattate,  e che si completa con le politiche di contrasto alla violenza sulle donne che vedono da sempre impegnata la Città metropolitana: dal Protocollo sulla comunicazione di genere appena sottoscritto, alle numerose iniziative programmate su tutto il territorio in occasione del 25 novembre, al progetto Stanza Rosa per favorire le donne nel denunciare atti di violenza subiti.

 

“Accolgo con grande piacere il parere unanime espresso dal Consiglio metropolitano – ha sottolineato la consigliera delegata Mariaraffaella Ferri – perché tanto è il lavoro che abbiamo fatto ma i fatti dimostrano che non è sufficiente e che serve un impegno costante e convinto per dare una risposta di sistema all’approccio negazionista dilagante e al convincimento ancora diffuso che attribuisce alle vittime la responsabilità della violenza subita, sostenendo che, in buona sostanza, “se la sono cercata”.

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