CONFAGRICOLTURA BOLOGNA: Danni da fauna selvatica. situazione insostenibile

L’impasse dell’Atc Bo3 si riflette in negativo sulle aziende agricole di una vasta area dalla Valsamoggia ai territori della montagna occidentale. Intervenga la Regione

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Guglielmo Garagnani

 

“Serve una soluzione immediata: le aziende agricole di una vasta area che va dalla Valsamoggia ai territori della montagna occidentale sono sempre più esposte ai danni da fauna selvatica”.

A lanciare l’allarme è Guglielmo Garagnani, presidente di Confagricoltura Bologna, che ha scritto una lettera all’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi per segnalare “una situazione inaccettabile, considerata anche la fragilità economica delle attività agricole dei territori collinari e montani”.

Diverse le aziende che lamentano ingenti danni alle coltivazioni. All’origine c’è l’impasse gestionale che riguarda l’Atc Bo3 (l’ambito territoriale di caccia impegnato nell’area), attualmente in una fase di stallo che – segnala Confagricoltura Bologna – produce una mancata gestione faunistico-venatoria del territorio. “Un’inattività che deve terminare nel più breve tempo possibile” rimarca l’associazione degli agricoltori dell’area metropolitana bolognese. Che chiede alla Regione di prendere provvedimenti, anche perché a causa dello scenario attuale “le stesse indicazioni del piano faunistico regionale, da noi condivise, vengono fortemente messe a rischio e disattese”.

Confagricoltura Bologna invoca un intervento immediato, da parte di Regione e Città Metropolitana, “per riportare la situazione gestionale dell’Atc Bo3 in linea con le norme vigenti”. “Si dovrà ricorrere in maniera massiccia anche all’attivazione di piani di controllo coordinati dalla Polizia Provinciale – spiega Garagnani – per diminuire la presenza abnorme di cinghiali nei campi, visto che finora non c’è stata una significativa caccia di selezione, facendo anche aumentare il rischio di incidenti stradali. Le aziende agricole, già messe a dura prova da anomalie climatiche e cimice asiatica, non possono più aspettare”. 

 

 

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