Saad, un addio che non trova risposte

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UNO

di Mario Becca

E’ l’unica cosa di cui siamo certi. Poeti e filosofi ’hanno detto e ripetuto. Ma quando arriva all’improvviso e colpisce chi è all’inizio “della sua età più bella” è una fitta che lacera il cuore. Di tutti. Giovani e vecchi, bianchi e neri, cattolici e musulmani. Alla notizia della morte di Saad siamo rimasti colpiti e abbiamo subito pensato alla famiglia. Al posto a tavola rimasto vuoto, al letto ancora intatto, al silenzio tra le mura domestiche dove non risuoneranno più le sue risate, le sue grida, le sue veloci ed allegre risposte ai genitori ed al fratellino.

Abbiamo pensato ai suoi compagni di scuola che vedendo il banco vuoto si sentiranno gli occhi riempirsi di lacrime, si abbracceranno per consolarsi, per cercarsi vicendevolmente una forza che sembra dissolta. E rimasti soli il pensiero correrà ancora una volta alla scena di cui sono stati testimoni e cominceranno a porsi tanti perchè …senza risposta o con risposte, ahimè, tristi e preoccupanti.

Abbiamo pensato anche agli insegnanti ed in particolare a chi era in cattedra in quel momento, alle sensazioni improvvise che avrà provato e che non lo lasceranno per lungo tempo, sensazioni di impotenza , di resa di fronte al destino, di incapacità davanti a ciò che è più forte di noi. Abbiamo pensato ai suoi compagni di squadra che vedranno vuoto il suo abituale posto nello spogliatoio e non sentiranno più le sue battute, i suoi richiamo, i suoi incitamenti a vincere sempre.

Abbiamo pensato  e  continuiamo a pensare…non possiamo fare altro,  se non aggiungere una preghiera rivolta al Dio in cui crede ognuno di noi.

Alla famiglia di Saad Hana le più sincere condoglianze della Redazione    

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