Saad, un addio pieno di dolore e tenerezza

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di Mario Becca

In un silenzio irreale è iniziata la partita fra i gruppi di amici di Saad. Sono arrivati da Porretta, da Sasso, da Marzabotto e si sono ovviamente aggiunti quelli della Lama, ma nonostante fossero veramente in molti, non si sentiva il classico vociare tipico di quell’età e particolare di chi sta giocando a calcio. Gli unici gridolini venivano dai bambini più piccoli, alla loro età è ancora tutto permesso. Intorno tante ragazze a gruppi misti, e numerose donne, soprattutto marocchine, che a piccoli cerchi parlavano sottovoce. Gli uomini quasi tutti riuniti insieme, chi per pregare vicino ad una siepe ,chi per guardare in silenzio tutti questi giovani che volevano ricordare l’amico scomparso con una partita. Col passare dei minuti il silenzio ha lasciato il posto ad una contenuta vivacità nel campo di basket corredato con porte da calcio, sovrastato da una lunga siepe in cui erano attaccati cartelloni e lenzuola con scritte in ricordo di Saad Hana. Tante le scritte col suo nome anche nelle maglie da gioco, un chiaro segno di vera amicizia ed anche di ammirazione per il suo talento.

Sostenuta dai parenti, la mamma del giovane marocchino è stata più volte abbracciata da donne arabe ed anche da tante italiane che con grande e sincera commozione hanno cercato di portare parole di conforto.

“Qui alla Lama conosciamo tutti quella famiglia – ci dice sottovoce una signora del luogo con la voce velata da una profonda tristezza – E’ gente perbene e si sono fatti voler bene da tutti. E’ un dolore che colpisce tutti noi.”

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