Biglietterie automatiche

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I frequentatori della ferrovia Porrettana non possono considerarsi dei privilegiati in negativo, almeno per quanto riguarda le macchine delle biglietterie automatiche. Già ebbi a constatare che nella stazione di Modena di sei di questi armadi su sei non ne funzionava uno. Fare il biglietto con solo due sportelli aperti fu in incubo, stante la folla. Fortunatamente l’interregionale era in ritardo di più di 3/4 d’ora. Adesso descrivo al signor Giusti del Comitato per la Ferrovia Porrettana come è messa la stazione di Cervia. Come tutti, spero, sapranno, Cervia è nota al mondo per le sue saline, vecchie di millenni e, per il loro possesso, si sono combattute guerre e battaglie. Vi è anche il Museo del Sale e poi, con le località limitrofi e delle loro spiagge, è una zona di turismo estivo frequentato da moltissimi stranieri. Lunedì 9 Luglio, dovendo ritornare a Bologna, mi sono fatto accompagnare con l’auto alla stazione dalla consorte. Confesso: a me piace utilizzare le macchine di biglietteria automatica. Quelle, come quella posta nella stazione di Silla ove campeggia sopra la scritta “Biglietteria veloce”. Talmente veloce che anche se arrivi in stazione 45 minuti prima dell’arrivo del treno rischi di perderlo data la velocità dell’apparato. Ritorniamo a Cervia. Mi trovo sul marciapiede di fianco ai binari e leggo la scritta :”I biglietti possono essere fatti con le macchine automatiche o al bar”. Dinnanzi agli occhi, flagellata da un sole implacabile che impedisce di vedere lo schermo, vi è uno di detti armadi. Tutto mi fa supporre che non funzioni, poi, anche se funzionasse, sarebbe impossibile vederne lo schermo. Perché sia posta lì, penso, sia un mistero. Entro nella sala di attesa e vedo due di questi apparati. Dall’aspetto mi sembrano due residuati bellici dei combattimenti sulla linea del Savio fra le truppe alleate e la wehrmacht durante l’ultima guerra. Ho tempo a sufficienza e potrei tentare di fare il biglietto per Bologna. Mentre mi sto avvicinando alle biglietterie veloci, iniziano a venirmi dei dubbi:”Se pago con carta di credito, come sono abituato, e il macchinario non me restituisce? Potrebbe essere stato costruito prima dell’invenzione della carta di credito! Stante l’aspetto potrebbe non solo farmi fuori la carta, ma persino non consegnarmi il biglietto. E, poi, chi mi garantisce, stante il degradato aspetto, di non rimanere folgorato per perdite di corrente?”. Così mi sono recato al vicino bar ad acquistare il titolo di viaggio, come tutti i presenti nella stazione, stranieri compresi. Se, come si dice, l’occhio vuol la sua parte, qui è necessario un occhio afflitto da: strabismo, miopia e presbiopia con astigmatismo ai massimi livelli con l’aggiunta di una assoluta cecità.

Ettore Scagliarini

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