Esondazioni varie

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Abbiamo letto sui quotidiani delle varie tracimazioni del Fiume Reno. La colpa? Subito : la pioggia che ha sciolto la neve . Vero, ma di quanta neve stiamo parlando? Al di sotto dei  1200 metri si tratta di pochi cm. Immaginiamo cosa sarebbe successo se detto manto nevoso fosse stato ben più consistente, come in passato, m 1 o 1,5. A mio avviso la massima responsabilità è lo stato di incuria in cui si è lasciato l’intero bacino del Reno, incominciando dalla montagna. Si pensi solo allo stato di degrado cui sono stati lasciati tutti i terrazzamenti montani e collinari.

Queste strutture, eseguite nel corso di molti secoli, sono la più valida difesa del terreno dalle piogge violente e dallo scioglimento nivale. Cosa si è fatto per mantenerli? Nulla, anzi in molti casi si è provveduto al loro disfacimento persino piantumando una infinità di abeti canadesi (nota pianta autoctona) con il risultato che queste piante, con il loro apparato radicale, hanno provveduto alla distruzione dei muri a secco dei terrazzamenti medesimi. Detti abeti sono serviti a qualcosa? A nulla, nessuno ne sfrutta il legname, essendo stati piantati fittissimi, sembrano pali telegrafici, cadono al suolo sbarrando rivi e torrenti e creando, in caso di piogge violente, il famoso effetto “crollo di sbarramento” con effetto domino verso valle. La cosa si sta ripetendo da parecchi decenni. Cosa si è fatto per rimediare a questo degrado? Nulla . Altra nota dolente la pulizia degli alvei fluviali dagli alberi cresciutici all’interno. Questi fungono da ostacolo al fluire delle acque aumentandone il livello e la velocità e, conseguentemente il potere erosivo e distruttivo. Ebbene che cosa si è pianificato? Nulla. Ne consegue che in certi luoghi la storia o le calamità non insegnano un bel niente.

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