Cinghiali: problema non solo italiano

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Come tutti sanno le nostre montagne, colline ed anche zone vicino alle città sono invase da cinghiali. In taluni casi detti animali si trovano a girovagare all’interno delle città stesse e nei giardini pubblici. In termini assoluti non è un animale pericoloso, in taluni casi, come al sottoscritto, sono venuti vicino a vedere chi fossi. Dove sta il pericolo ? Il più grave è quello di tentare di acchiappare uno dei cinghialetti, simpatici, curiosi ed inoffensivi maialini a righe. Questo scatena la furibonda reazione della madre. Questa diventa veramente una pericolosissima belva, e, se ci pensiamo bene, ha le sue ragioni. L’altro comportamento da non fare è tentare di scacciarli, adulti e piccoli, a bastonate o con strumenti analoghi. Spesso basta la presenza di un uomo a farli allontanare. Ferire un adulto può significare una reazione di estrema pericolosità. Diciamo che se io vedo un cinghiale per la Via Borella, a Pianaccio, continuo a fare i fatti miei come lui continua a fare i fatti suoi. Il vero rischio è trovarseli che attraversano una via di grande comunicazione ove, normalmente, si viaggia a velocità sostenuta. L’altra scocciatura. e non da poco. di questi animali, è che se fanno tanto di entrare in un orto o in campo coltivato te lo arano tutto. Addio, patate, cavoli ecc. Essendo impossibile tenerli lontani con la sola recinzione a rete di acciaio, obbligherebbero alla costruzione di un muro alto almeno cm 80 sul quale impiantare la recinzione alta m 1,20 per tenere alla larga altri erbivori quali caprioli o daini. Come si vede la spesa è veramente notevole, poi va messo nel conto tutta una trafila burocratica per l’esecuzione di tale opera che convince anche il più deciso, a lasciar perdere. Ecco spiegato l’abbandono di piccoli campi ed orti nei dintorni dei paesi. Il problema non è solo italiano. Ho letto oggi su El Paìs, quotidiano spagnolo, come una regione sita nel NORD della penisola, la Galizia, cerchi di arginare tale invasione. Il titolo dell’articolo è questo :”Galicia declara la guerra al jabalì urbanita” tradotto “La Galizia dichiara guerra al cinghiale urbanizzato”. Infatti vengono mostrati dei filmati ove questi animali girovagano tranquillamente per strade e giardini andando a mangiar quel che trovano. Non solo ma hanno preso possesso, quale residence, alcune zone dell’area industriale e periferica. Adesso stanno organizzando delle squadre di arcieri provetti al fine di abbattere detti cinghiali senza l’uso di armi da fuoco. Va detto che in Galizia non è presente il lupo e che le femmine di cinghiale partoriscono, adesso, due volte l’anno circa cinque cinghialetti per parto. Da noi vi è il lupo che, predando i piccoli, tiene sotto controllo il boom demografico di questi suini. Resta comunque un problema, specialmente per chi avrebbe la legittima voglia e desiderio di coltivare il suo pezzo di terra. Soluzioni ? In questo caso deburocratizzare la prassi per l’esecuzione dei muri di difesa e fornire un contributo a fondo perduto, in % sull’opera, al fine di rivedere orti e giardini . Domanda : ma è così brutto vedere un campetto o un orto o un giardino ben coltivato ?

 

Ettore Scagliarini

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