Renonews.it

Come uscire dal cul de sac ?

Queste mie considerazioni vogliono essere un incentivo a far sì che la comunità del Belvedere prenda coscienza della situazione demografica, occupazionale ed economica nella quale si trova e cercare strumenti e vie atte a riportare il Comune di Lizzano su livelli dignitosi.

E’ mia convinzione che la cultura sia uno strumento basilare per creare quelle opportunità che necessitano a questo scopo. Ne accenno alcune, un paio, cercando di fornire cifre, modeste, onde far capire cosa significhi operare culturalmente. Partiamo dal prima obiettivo: una scuola ad alto livello nell’ambito della meccanica. Ho preso esempio dal Comune di Quattro Castella nel Reggiano che ha fondato una scuola di Meccatronica: 1.600 allievi. Si badi che detto Comune era una delle aree più depresse di detta provincia. Senza arrivare a detti numeri, sono sufficienti solo 400 studenti per creare un indotto notevole. Abbiamo vari alberghi chiusi che possono essere trasformati con modesta spesa in residence per dette persone. Scuole abbandonate ed altro che potrebbero fungere da aule del corso. Se ipotizziamo una presenza di detti corsisti per 300 gg. annui ed una spesa loro di 10 € (una miseria) pro capite, alla fine abbiamo un apporto di € 1.200.000 .

Se poi consideriamo che amici, parenti vengano qualche fine settimana, lascio a voi ipotizzare quale apporto vi possa essere. La seconda voce riguarda le 4 vie transappenniniche che abbiamo. Anche qui, facendo calcoli molto terra a terra, ci troveremo alla fine con cifre non trascurabili, Via degli Dei docet. Se per ogni via avessimo una frequentazione di 10 persone per 200 giorni nell’anno, avremmo un totale di 10 x 4 x 200 = 8.000 persone che frequentano le zone del Belvedere aventi direzione la Toscana. Dato il fatto che, partendo dai confini comunali a Nord, raggiungere i paesi oltre il crinale, necessitano un paio di giorni, vi sarebbe una presenza di 16.000 giornate. Ipotizziamo una spesa di € 50 pro capite a giorno ? Totale € 800.000. Si badi bene che non ho preso in considerazione coloro che dalla Toscana si dirigessero verso l’Emilia.

In breve si avrebbero, fra corsi scolatici e vie, € 2.000.000 di apporto economico con investimenti piuttosto modesti che, nella sistemazione delle 4 vie transappenniniche potrebbero stare dentro gli € 100.000. Vi sarebbero altre opportunità, che ora non vado a trattare, che apporterebbero altri cespiti economici con modesta spesa. Perché rifiutarsi di analizzare e prendere in considerazione queste opportunità economiche che, tra l’altro, specialmente nel primo caso, la scuola, porterebbero giovani in zona con la possibilità di frenare il declino demografico ed aziendale ? So bene che in talune menti parlare di cultura si scatenano forme di violento rigetto, ma così facendo si condanna la società del Belvedere all’irrilevanza economica e sociale.

 

Ettore Scagliarini

Exit mobile version