Età ed informatica

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Anticipo che, a livello di informatica, sono paragonabile all’uomo di Neandethal. Vi sono cose quotidiane che però mi fanno pensare. Ad esempio: supermercato, casse veloci, si fa per dire, che, spesso, quando vengono utilizzate da persone ultrasessantenni, divengono casse ultralente. Ad un occhio attento si scopre che dette persone hanno scarsa dimestichezza con elementi semplici dell’informatica e che, molte volte non utilizzano per i pagamento altro che il contante. Di chi la colpa? Non certo di dette persone, che, se le senti parlare, dimostrano di possedere un ottimo italiano ed un cervello sveglio. Il loro handicap è essere nate un po’ di anni prima dell’avvento dell’informatica e di non essere state EDUCATE all’utilizzo di detti nuovi strumenti. Ne consegue che la vera responsabilità delle casse ultralente ricade quasi in toto sulla  società che nulla ha fatto in questo ambito educativo. Non sarebbe il caso di fare una campagna nazionale per l’adeguamento delle persone datate all’uso, semplice, dei mezzi informatici ? NON E’ MAI TROPPO TARDI anche in informatica .
Si consideri inoltre che dette persone, spesso pensionati, pagano una trattenuta alla fonte di oltre il 23% sulla loro pensione. Tanto per esemplificare: con un lordo di 18.000 € annui, ovvero con una cifra al limite della decenza, si ritrovano poi, mensilmente, poco più di € 1.000, mica liquidazioni da 13 milioni ! Se mettiamo in conto che molti sono nonni e che DEVONO fare gli asili per eventuali nipoti, vista l’inefficienza nazionale, ed i costi, sull’argomento asili, non c’è da stare molto allegri. Non bastasse a dette persone adesso, con la carnascialata dell’inquinamento, si toglie persino l’uso dell’auto. Mica di una Ferrari, di una super utilitaria datata. In Germania, per le auto diesel Euro 4 si sta provvedendo ad un apposito strumento per l’abbattimento degli inquinanti, in Italia si provvede all’abbattimento del livello di vita delle classi più fragili: i pensionati. Bologna, onde non smentire un quarantennio amministrativo molto distratto sul piano dei parcheggi, ovvero della liberazione di piazze e strade da vergognose condizioni di degrado urbanistico avendole trasformate in parcheggi, si è dato stura alla campagna anti automobilisti e pro ciclisti. Campagna che, ad un attento esame, può sembrare la foglia di fico (FICO ?) atta scaricare sugli automobilisti tutte le responsabilità e le inefficienze pluri decennali amministrative. Scusate, cari Amministratori, ma stante il parco automobilistico italiano, quei criminali di automobilisti non sono poi altro che gli stessi cittadini ? Comodo far cassa con le contravvenzioni per divieto di sosta in città prive di un decente sistema di parcheggi extra strade e piazze e, poi, scaricare le responsabilità dei problemi della viabilità e dell’inquinamento sugli stessi cittadini cui è negata una efficiente struttura di parcheggio. La presenza di parcheggi adeguati risolve, se non totalmente, alcuni nodi nella città:1° maggior velocità commerciale del trasporto pubblico, 2° diminuzione dell’inquinamento non dovendo circolare per ore a bassa velocità nella disperata ricerca di dove sistemare l’auto, dato il fatto che detto strumento serve per lavoro, trasporto persone e beni 3° Maggiore appeal delle nostre città quali patrimoni storici e turistici 4° Minor incidenza di incidenti . A proposito poi di quest’ultimo argomento, la trovata di concedere a ciclisti di non rispondere delle normative del Codice della Strada ( circolare contro mano, passare con il rosso ai semafori, trasformare in velodromi i portici, circolare notte tempo senza alcun segnale luminoso ecc. ) e del conseguente disinteresse nel fare rispettare detto codice, ricordo che in Olanda, dove era iniziata una simile estemporanea trovata, hanno fatto marcia indietro stante circa 300 morti per tali amenità. L’Olanda ha 1/5 degli abitanti dell’Italia ed una popolazione molto più rispettosa delle regole. Stante così le cose, prevvedere oltre 1500 morti annui tra il mondo ciclistico italiano non è tanto fantascientifico. Ma si sa, se c’è l’incidente tra auto e bici, la colpa è sempre ed a priori dell’automobilista, e poi le bici non a norma alimentano un florido mercato in mano ai pusher, cioè, praticamente alla delinquenza organizzata nel mondo della droga, ergo, meglio rivolgere lo sguardo altrove. Detto mercato illegane sfiora i 200 milioni annui ! Meglio fare contravvenzioni per divieto di sosta alle auto. Dalle persone anziane, agli asili, alle bici fuori norma ed ai parcheggi, siamo sicuri di vivere nel migliore dei mondi possibili ? (Candido di Voltaire )
Ettore Scagliarini
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