Terme e indotto

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Emilbanca

Da tempo noto su  varie pubblicazioni la pubblicità di varie zone termali. A parte le acque miracolose o medicamentose, il fulcro pubblicitario verte sull”Indotto”. Dalle sale da gioco, ai centri benessere, alle manifestazioni culturali, ai ritrovi più o meno notturni ove incontrare simpatiche persone femminili o maschili ( questione di gusti ), ristori ove assaggiare le specialità locali solide e liquide che solo lì puoi trovare ecc ecc. In parole povere l’acqua termale con le sue peculiarità, passa, normalmente, in secondo piano. D’altronde la pubblicità è di regola molto ben studiata ed accattivante. Spinge, com’è suo dovere, a provare detti “paradisi” idrici, più per il resto che per l’ H2O. Mi piacerebbe, a breve, fare una scappatina a dette terme, che, tra l’altro, alcune di esse sono in zone molto prossime all’Italia. Fare una indagine socio-economica-pubblicitaria mi solletica non poco. Una sola domanda : ma le Terme di Porretta, non solo non mi sembra di averle mai viste pubblicitate a questa maniera, ma neppure, penso, ci si sia mai proposto di creare il famoso “Indotto”. Chiudo la cicalata con un’idea, se si vuole balzana, ma mica più di tanto. Essendo le terme porrettane note sin dal tempo etrusco-romano, creare un ambiente con ricostruzione storica, e di abiti, di tale periodo, non sarebbe poi tanto assurdo. Leggersi comunque i testi degli autori classici, tipo Giovenale, Marziale ed altri per capire che, poi, anche ai tempi dell’imperatore Domiziano ed altri, le terme romane erano più importanti per l'”Indotto” che per l’idrologia. Prendere suggerimenti da questi antecedenti, mutatis mutandis, non si pensa che possa contribuire a risollevare le sorti termali di Porretta ?
Ettore Scagliarini

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