Il volto del potere

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Emilbanca

Nel cercare di mettere ordine nella mia biblioteca, mi è ritornato fra le mani un libro pubblicato nel 1978 intitolato “Il volto del potere, arte imperialistica nell’antichità-le scoperte dell’archeologia svelano le remote origini della propaganda, dell’intimidazione e del terrorismo” l’autore è Sabatino Moscati un insigne archeologo di chiara fama. Mi soffermo su di un solo particolare trattato, l’architettura e le opere pubbliche, trasferendo i concetti nel XX secolo e nell’attualità italiana. E’ indubbio che l’esaltazione costruttiva sia indice di potenza anche militare e, quindi, un monito a nemici esterni ed interni, di fare bene i conti prima di intraprendere azioni contro il Potere. Non è casuale il proliferare di lavori edilizi ed infrastrutturali nelle tre dittature più rappresentative del XX secolo, quella fascista, in Italia, quella nazista in Germania e quella comunista in URSS. In tutti e tre i paesi, con la presa del potere di una elite dittatoriale, si è dato il via a lavori di notevole impatto pratico e di immagine. Mi soffermo solo sul nostro Paese. Se non si è afflitti da condizionamenti ideologici, bisogna riconoscere che le opere edilizie pubbliche del ventennio sono state mediamente di ottima qualità, esteticamente valide e significative dell’incontro di varie correnti culturali tranquillamente accettate dal regime. Le celebri Case del Fascio, trasformate dopo la II G.M., in sedi comunali, Case del Popolo ecc. hanno rappresentato una evidente mostra di capacità imprenditoriale pubblica. Unite queste case a: sanatori, colonie marine e montane, sedi della ONMI, stazioni ed altro, hanno dato all’estero, in aggiunta ad una politica di potenza militare, l’immagine di un paese potente in grado di non essere tanto facilmente aggredito da altri stati. Quello che più mi ha colpito in queste opere pubbliche è stato il livello qualitativo dei lavori. Certo l’immagine di riferimento era la Roma imperiale con i suoi monumenti ed opere pubbliche plurimillenarie e, spesso, ancora in uso. Quindi una eredità ed un confronto interno-estero da non tradire. Passato il turbine della II G.M., fatta la ricostruzione, l’Italia si è avviata verso una serie di opere infrastrutturali a largo respiro che, a lungo, andare, hanno mostrato falle ed inconvenienti sempre più nefasti. Il più evidente è la mediocrità, se non peggio, del livello qualitativo accompagnato da costi assolutamente non all’altezza del prodotto. Insomma un rapporto prezzo qualità totalmente negativo. Sembra che si sia applicato a ponti, viadotti, strade, fabbricati, scuole, ospedali ed altro il concetto dei beni di immediato consumo come: stracchini, mozzarelle, ricotte ed altro, ovvero da “Utilizzare entro la data stampata”. In parole povere, a scanso di equivoci, si sarebbe dovuto mettere vistosi cartelli su detti manufatti del periodo di scadenza. In taluni casi non si è andato oltre pochi giorni o pochi mesi. Di certo il degrado e la pessima tecnica costruttiva sono stati esemplificati da vari terremoti durante i quali le prime costruzioni collassate o danneggiate sono state : scuole, ospedali, edifici pubblici ed infrastrutturali. Si badi, non fabbricati pluricentenari, ma di recente costruzione o restauro. A questo punto il “Volto del potere” in Italia a che livello è ? Con una simile presentazione non credo che all’estero ci si sia fatta una grande opinione del nostro Paese. Detto “Volto del potere” ce lo ritroviamo però all’interno : scuole Diaz, censura, denunce o intimidazioni per diffamazione, stravolgimento di leggi, prescrizioni per impresentabili personaggi, concorsi ed appalti truccati e pilotati e tanto ancora. Credo che il degrado costruttivo vada di pari passo con quello etico e morale.

Ettore Scagliarini

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