Uso della bici

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Ho letto dell’incidente successo tra il Cavone e Madonna dell’Acero nel quale un ciclista in mountain bike mentre scendeva ad elevata velocità, sembra, abbia sbandato occupando la corsia opposta nel momento nel quale stava salendo un’auto. Per l’urto il ciclista è stato sbalzato a terra. Intervento, ovviamente, dei soccorritori. Una osservazione : se l’auto in salita non è una da F 1 , ma una normale automobile, difficilmente può arrivare a Km 40/h o poco più. E’ sufficiente togliere il piede dall’acceleratore che, data la pendenza, si è praticamente fermi.

Augurando al ciclista di non avere seri danni e di riprendersi in breve tempo, un altro augurio lo faccio all’automobilista giacché in Italia, in caso di incidente fra ciclisti ed automobilisti, il torto è, a priori, di questi ultimi e, conseguentemente, lo aspetta un lungo iter giudiziario per tentare di cavarsi dagli impicci. E’ sufficiente camminare per Bologna per assistere a : ciclisti che attraversano gli incroci con il rosso, viaggiare contromano nei sensi unici e, se la strada è in discesa, andare a velocità incontrollabili, utilizzare i portici quali velodromi al coperto anche quando non piove (sono già stato investito 2 volte all’uscita da casa mia in Via Nosadella sotto il portico), regolarmente senza luci né catadiottri in piena notte pedalando in due, tre o quattro affiancati ed altri comportamenti proibiti dal Codice della Strada ma regolarmente accettati dalle autorità.

Siccome detto Codice della Strada vale solo per mezzi a motore e, nello specifico, per gli automobilisti, era stato ventilato di consentire che detti comportamenti, da me esplicitati, fossero considerati a norma di legge. In Olanda, dove l’impiego delle bici è generalizzato, avevano consentito che i ciclisti potessero viaggiare in senso vietato ed altre norme eccezionali solo per loro. Il risultato è stata una strage.

Oltre 300 morti l’anno grazie a detto permessivismo. Si sono accorti che chi viaggia in un senso unico sia psicologicamente, sia in pratica, non abbia la posssibilità di prevedere lo sbucare di un ciclista contro mano. In parole povere le regole del Codice della Strada devono valere per tutti e, visto che in Italia si viaggia sulla destra, non vi sia una categoria abilitata a viaggiare come in Inghilterra, cioè a sinistra specialmente in strade a doppio senso di marcia o contro mano nei sensi unici.

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Un commento

  1. Non ho molto tempo di scrivere in questi giorni se no ci stava un bel controarticolo su questo scritto da Ettore.

    A prescindere dal fatto che in Italia non abbiamo cultura nell’utilizzo del codice della strada, qualunque utente si tratti, io che giro quasi giornalmente in bici devo stare sempre più attento a quelli che mirano il ciclista perché intralcia. Qualunque cosa stia facendo.

    Questi articoli non fanno bene a placare gli animi e a formare una nuova cultura italiana, ed è meglio non fare paragoni con paesi che della bicicletta hanno il mezzo di locomozione più usato dai cittadini.

    Gli incidenti ci saranno sempre, per sfortuna, fato o negligenza di una parte o dell’altra, farne sempre una guerra tra utenti della strada amplifica tutto ciò. E non va bene.

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