Strabismi burocratici

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Hai la madre novantenne cieca, il fratello cui hanno amputato uno o due arti inferiori ? Vuoi condurli in auto ? Basta, con doveroso certificato medico, chiedere il tagliando di accompagnamento di persone in difficoltà, metterlo nel parabrezza anteriore dell’auto e qualche posto per parcheggiare, con fatica, si può trovare. Così si riesce a far scendere e salire tali congiunti. Detta concessione ha però un termine, dopo cinque anni va rinnovata. E come ? Con un ulteriore certificato medico che attesti che la madre, quasi centenaria, non abbia miracolosamente acquisito una vista da aquila o che al fratello non siano cresciute due gambe da centometrista.

A mio avviso, invece di simili certificati medici, un po’ ridicoli, penso sia sufficiente una autocertificazione della esistenza in vita di dette persone. I miracoli lasciamoli perdere. D’altronde, sempre a proposito di miracoli, non passa settimana che si scoprono ciechi totali con tanto di pensione che guidano scooter. Qualcosa non funziona nel nostro formidabile apparato burocratico. Sempre a proposito di ottusità burocratiche, sino ad alcuni anni fa i certificati di morte o di nascita avevano una validità di 6 mesi. Trascorso detto periodo bisognava, se si aveva necessità di tali documenti, ritornarli a fare. Va bene che viviamo in un mondo culturalmente cattolico nel quale si parla di UNA resurrezione di 2.000 anni fa, ma pensare che tutti i defunti, dopo 6 mesi possano resuscitare, mi sembra eccessivo. Ci è voluta una apposita legge per rendere definitiva la morte e relativi documenti. E così per i certificati di nascita. Forse si pensava che ogni sei mesi si ritornasse a nascere.

Questa è una ulteriore dimostrazione di come un apparato burocratico finisca per incartarsi nelle più incredibili assurdità e per uscircene si debbano fare leggi, disposizioni, normative e quant’altro.

Foto Il Quotidiano del Sud
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