Due frutti esotici !

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Questa volta voglio parlare di due frutti esotici che importiamo annualmente a migliaia di tonnellate . Si tratta di castagne e noci ! Avete letto bene : CASTAGNE E NOCI .

Quattro anni fa facemmo un convegno a Lizzano in Belvedere sulla castanicoltura ed imparai che detta attività non è considerata nel novero di quelle agricole. In breve coltivare un castagneto non significa fare un lavoro agricolo. Forse in alto loco si pensa che le castagne siano un prodotto ittico ? Non è dato a sapere, ma, però sappiamo che ogni anno importiamo da vari paesi fra i quali Turchia e Cina qualcosa come 50.000 tonnellate di castagne e marroni. Ripeto 50.000 TONNELLATE !!! Oltre a detti frutti abbiamo anche importato parassiti che hanno infestato i nostri castagneti. Faccio qui alcune osservazioni frutto di informazioni sugli impianti di castagneti in vari paesi fra i quali la Spagna ed altri. Prima osservazione : impiantare castagneti in aree marginali significa consolidare il terreno, quindi meno frane ed alluvioni, che costano, dare lavoro, anche stagionale, a molte persone e, dulcis in fundo, risparmiare un bel po’ di milioni . Penso siano cose di nessuna importanza per il nostro apparato partitico-politico .

Passiamo alle noci. Se guardate nei sacchetti pieni di detti frutti che si acquistano in negozio o nei sacchi di prodotti sfusi cosa leggiamo ? Noci che vengono da : Francia, California (USA), Chile,  Australia ed altri paesi. Insomma non riusciamo ad avere alberi di noci a sufficienza per il nostro consumo. Anche qui vale il ragionamento fatto per le castagne con la differenza che il legname del castagno innestato vale poco, quello del noce è un legname da lavoro di alto pregio. Quindi una volta che il noceto è invecchiato, lo si può rinnovare abbattendo gli alberi vecchi e vendendo il loro legname. Sul legname del castagno vi sarebbe da fare una postilla . E’ vero che quello delle piante innestate, specialmente se in là con gli anni, è un legname di pessima qualità, però quello dei castagni non innestati, da noi chiamati “salvani”, è un legno di eccezionali pregi. Ha un durame inattaccabile dai parassiti, resistente quanto la quercia e poco sensibile all’acqua. Non è casuale che le travature, gli infissi ed i tavolati delle vecchie case di montagna fossero fatte con legno di “salvano”. Quindi dedicare ampie superfici alla piantumazione di castagni selvatici, si otterrebe : consolidamento del terreno e legname di alta qualità ed anche di bellissima vena.

Siamo sicuri che nei luoghi deputati al rilancio delle zone marginali, vedi aree collinari ed Appennini, queste cose si sappiano? Attendo lumi e chiarimenti in merito provenienti dai continui convegni, riunioni, assemblee ed altro deputate al “Rilancio dell’Appennino”.

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