Traffico ecologico

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Ormai è normale veder considerati i proprietari di mezzi a motore quali auto o scooter quali veri e propri attentatori alla salute pubblica e artefici di incidenti a non finire a danno dei “poveri ed indifesi” : ciclisti, skateboarding e pedoni, tutti utenti della strada di immacolati comportamenti. Un paio di giorni fa, da comune pedone ho però visto queste due scenette che mi hanno fatto dubitare sul comportamento corretto ed a norma del Codice della Strada da parte di alcuni rappresentanti degli “ecologici” utenti . Caso N° 1 angolo Via S. Felice-Via Marconi, semaforo rosso per l’attraversamento pedonale. Giovine di alta statura a bordo del suo skateboard attraversa Via S.Felice senza fare una piega. Scooterista, con il verde, ed a bassa velocità, riesce a fare una manovra che neppure Valentino Rossi sarebbe riuscito a compiere, ed evita di investire il giovinastro ed anche di finire lui stesso lungo e disteso sul selciato. Non contento, il giovinastro, da sotto il portico tra Piazza Malpighi e Via S.Felice, lancia il suo skateboard in direzione di Via Ugo Bassi mentre partono auto e scooter. Manovre e frenate con imprecazioni che motorizzati che sono riusciti ad evitare un disastro. Il giovinastro, con sagace mossa del braccio, manda tutti a quel paese, risale a bordo dello skateboard e si inoltra per Via Ugo Bassi. Arrivo all’angolo Via Barberia-Via Nosadella per assistere all’episodio N° 2 . Semaforo rosso per i pedoni, veicoli in transito da Via Barberia verso Via S. Isaia, Via Nosadella o Piazza Malpighi. Mentre i deprecati veicoli a motore stanno transitando col il verde, un ciclista sbuca da Via Nosadella, dove adesso vi è il dehors che occupa una parte sinistra della strada, in senso vietato infilandosi disinvoltamente, ed a una certa velocità, tra le vetture e gli scooter in transito. Inchuiodata delle auto, manovra disperata di uno scooterista che si becca anche lui il braccio alzato del ciclista al fine di essere mandato a quel paese. Dal momento che anche il sottoscritto è già stato investito sotto il portico di Via Nosadella per ben due volte, senza gravi danni, dai soliti ciclisti che scendono, essendo la strada in discesa, a velocità da velodromo e se ne vanno di gran carriera dopo averti sbattuto a terra, chiedo alla Amministrazione di Bologna :”Siamo veramente sicuri che la campagna di criminalizzazione dei veicoli targati non nasconda qualcos’altro ? Si sta cercando, forse, di allontanare dal centro città le famiglie proprietarie di auto o scooter al fine di risolvere così il problema parcheggi ? Vi sarebbero altre osservazioni sul mercato delle bici rubate e dei pusher, ma è meglio soprassedere dal momento che sono argomenti che non interessano.

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