“Chiare, fresche e dolci acque…”

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Foto wildfly

Ho saputo che alcune persone hanno rivolto pesanti accuse a chi opera nel comparto del Cavone a Lizzano in Belvedere adducento quale argomento il fatto che vi siano pochi  servizi igienici in una zona ove si sono trovate dalle 5.000 alle 8.000 persone a seconda dei metodi di conteggio. A mio avviso dette accuse partono da un presupposto culturale ormai datato. Se ci si guarda attorno si scoprono appassionati/e che girano nei sentieri a piedi nudi, altri/e che in costume adamitico abbracciano alberi per ricevere il benefico influsso delle piante, inoltre sappiamo di tante persone dedite ad immergersi nelle acque cristalline dei torrenti montani senza alcun indumento protettivo o costume che dir si voglia. Insomma, la società ha riscoperto, a distanza di parecchie decine di migliaia di anni, il fascino ed il piacere di vivere un intenso rapporto con l’ambiente naturale senza tutti quegli orpelli di una civiltà legata alla presenza di oggetti, abitudini e simboli che ci distanziano dalla natura vera e propria. I bagni, detti anche servizi igienici, sono proprio uno di quei simboli che andrebbero cancellati. Abbiamo dei precedenti storici molto importanti; cosa scrisse il nostro grande Petrarca ?”Chiare, fresche e dolci acque in cui pose le belle membra colei che solo a me par donna”. Mica parlava di costume o bikini, parlava proprio di un bel corpo femminile completamente nudo ! Con simile e tanti altri esempi possiamo tranquillamente dire che l’epoca del servizio igienico è sul viale del tramonto ! Qualcuno potrebbe obiettare :”Ma certe necessità corporee evacuative dove si vanno a fare ?”. Domanda totalmente priva di senso pratico! Basta dedicare un tratto, quello a valle, del Torrente Dardagna a quello scopo, specialmente se ricco di erbe …A parte le facili battute ( o gli esempi anacronistici) suggerirei a chi di dovere di fare uno scrupoloso controllo e quindi di agire quanto prima per offrire a chi viene nel nostro Belvedere le comodità e i servizi …..più normali.

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