Non solo sci invernale

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Grazie ad alcune lettere giunte in redazione (ho risposto ad una sola poichè l’argomento è sempre lo stesso)mi sento in dovere di tornare sul fatto che la gente preferisca, meglio, preferiva gli sci ai piedi in inverno. Si potrebbero fare alcune osservazioni di carattere statistico. Vorrei che l’estensore della lettera desse i numeri delle frequentazioni degli impianti negli ultimi 30 anni, suddivisi anno per anno, visto che nessuno li pubblica. La mia impressione è che non solo si è passati da 5 mesi di possibilità sciatorie ( primi Dicembre-primi Maggio) senza alcun cannone sparaneve, agli striminziti e casuali 60-70 giorni attuali grazie a detti, e costosi, arnesi. Come ho scritto, la società negli ultimi 35-40 anni è profondamente cambiata. Lo sci, da imperativo categorico, è passato alla più assoluta indifferenza sociale. Che alle persone d’estate piaccia stare al sole, per i frequentatori delle discoteche e delle spiagge romagnole, va benissimo. Ma che a parecchia gente godersi i 38° ed i 40° con tassi di umidità notevoli delle città, non piaccia molto, mi sembra fuori discussione. Ed il nostro Appennino può fornire un ambiente molto più confortevole. Necessita però una maggiore attenzione nella gestione degli acquedotti e relative ordinanze di insalubrità. Il signore che ha scritto detta missiva dovrebbe anche spiegare perché il turismo basato su frequentazioni storiche, culturali ed ambientali abbia un trend di crescita diametralmente opposto a quello dello sci ai piedi. Spesso si tratta di aumenti a due cifre per anno. Dal momento che vi sono luoghi e paesi nel Belvedere che possono offrire dette frequentazioni e poter migliorare le loro condizioni economiche, vedi Monteacuto, Pianaccio ed altri luoghi del comprensorio, mi chiedo perché in più di 50 anni ci si sia fissati solamente sullo sci. I risultati sono evidenti, la matematica non è un’opinione, il Comune di Lizzano, anche grazie a questa intransigenza sciatoria, è il Comune con il minor reddito della Città Metropolitana di Bologna e quello con la maggior fragilità sociale. Forse la lobby della neve ha capacità condizionatorie che non conosco, ma i risultati sono disastrosi. A mio avviso proporre al turista del 3° millennio tutto lo spettro delle possibili offerte che il Belvedere possa dare, sia la miglior soluzione per risalire la china mostrando anche quel patrimonio storico-culturale e paesaggistico-ambientale che i tanto dimenticati Monteacuto, Pianaccio ed altri possono offrire.

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