Panino e bottiglia

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Mi sono anche chiesto : da cosa nasce l’idea belvederiana che chi frequenta vie di transito tipo Camino de Santiago o la più vicina Via degli Dei sia solo gente con in tasca il panino e la bottiglia dell’acqua ? Credo che la ragione di fondo sia nel fatto che NESSUNA via di transito attraversi il Belvedere. Le escursioni del tipo 7 casoni non necessitano di soste ad un B&B o frequentazione di ristoranti, si fa prima a ritornare a casa. Se nello zainetto ci metti il panino e la bottiglia basta ed avanza. Anche le escursioni in quota del tipo : Cavone, cima Corno, Cornaccio, Lago Scaffaiolo, Cavone, sono un anello che ti riporta al parcheggio dell’auto e, conseguentemente, a casa. Ovvio che ci si può fermare a pranzo al Rifugio del Lago e, per coloro che decidessero di passare una notte in quota, fermarsi a dormire a detto rifugio. Queste sono scelte legate al desiderio di talune persone di usufruire dei servizi di tale rifugio. E’ ben diversa la condizione di chi si cimenta su di una attraversata che richieda da due giorni in su. Queste persone devono poter fare i conti su : luoghi di ristoro, B&B, alberghi e ristoranti. Con la stessa logica del panino e della bottiglia, quando arriva sera queste persone si mettono a dormire per terra sotto un albero ? Andiamo, non scendiamo nel ridicolo ! Non trasportiamo esperienze limitate del Belvedere su tragitti di più lunga percorrenza e che, spesso, non sono ad anello e, quindi, per il ritorno, necessitano di mezzi pubblici di trasporto o di amici e parenti che ti vengano a prendere con mezzi propri. Non credo che nel Belvedere vi sia un solo tragitto che, dal parcheggio auto, non consenta il ritorno in giornata al punto di partenza. Non solo questi percorsi non superano un giorno-luce, ma non hanno alcuna struttura dove andare a “spender soldi” strada facendo. Gli unici due posti di ricovero e di ristorazione sono : il rifugio al Lago Scaffaiolo e quello della Segavecchia, quando sono aperti. Per chi si incammina su percorsi che superano i 2 giorni, come ho già detto, deve fare i conti su precise basi di appoggio anche in considerazione del mutare delle condizioni del tempo o di problemi fisici. Quindi ? Smettiamo con questa denigrazione di chi viaggia a piedi per lunghi percorsi visto che in loco non vi è una adeguata esperienza in merito e, come sembra, non si è intenzionati a farla.

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