Una lettura interessante

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Pianaccio

 

L’amico Guido F. di Lizzano mi ha consigliato, indirettamente, di leggere un libro di Luca Mercalli “Salire in montagna” edito dalla Casa Editrice Einaudi. L’ho acquistato ed in poco tempo me lo sono letto. Se qualcuno non sapesse chi è Luca Mercalli, diciamo che è presidente della Società Meteorologica Italiana, ricercatore e divulgatore scientifico. Di certo è uno che la montagna sotto l’aspetto climatico, meteorologico, culturale e sociale la conosce molto bene. Nella prima parte del libro si tratta, anche, di che impedimenti burocratici si devono superare per sistemare una casa in montagna. E’ una cascata di normative, spesso assurde, che partendo dallo Stato, vengono ampliate dalle Regioni, enfatizzate e distorte dalle province e portate alla disperazione dai Comuni. Luca Mercalli non sviscera le ragioni di questo bailamme, spesso, pieno di contraddizioni, illogicità ed altro di negativo. La ragione di fondo è di carattere antropologico. Si deve partire da un concetto di fondo : come si esercita il POTERE ? Impedendo a qualcuno di fare qualcosa, anche di perfettamente lecito, ovviamente. Quindi lo Stato emana leggi e disposizioni che certificano il suo POTERE . Le Regioni, per ovvie ragioni di negata sudditanza, aggiungono altre normative, rendono incomprensibili taluni decreti, insomma rendono esplicito il proprio POTERE. Le Provincie, o i loro sostituti, non possono essere meri esecutori di leggi, normative e disposizioni emanate altrove e, quindi, provvedono ad elaborare altre disposizioni, interpretazioni e  normative che certifichino che anche loro hanno il POTERE. Tutto questo coacervo di assurdi impedimenti, interpretazioni ed applicazioni arriva ai Comuni i quali, ovviamente, devono dimostrare di disporre del POTERE, mettendoci tutto quello che è possibile per complicare la vita del cittadino. Il POTERE in tutte le sue espressioni gerarchiche, è così chiaramente evidenziato. Per render conto delle sciocchezze cui ci si trova di fronte, ne cito un paio. Un signore eredita una casa in Appennino, decide di porre una staccionata di legno in un prato, presenta il rendering in Comune e si sente dire che deve fare la Certificazione antisismica. Il signore non fa nulla e così artigiani e operai non lavorano. Sino ad un decreto del governo Gentiloni di pochi anni fa, non si poteva porre in essere una canna fumaria all’esterno di un fabbricato, sto parlando della montagna. Considerando che una canna fumaria sia per caldaie a pellet o a gas hanno un diametro di cm 10, sarebbe stato sufficiente chiedere al proprietario di rivestire detta canna fumaria con una apposita lastra di rame simulando un pluviale. E no ! Così si sono create difficoltà illogiche che, in un edificio storico sarebbero state comprensibili, ma nel 99 % della altre case non avrebbe avuto altro senso che impedire il riscaldamento in una casa di montagna. Tanto per agevolare il turismo invernale ! Quando poi non si arriva a chiedere, come già detto, certificazioni antisismiche o di dissesto idrogeologico per lavori di nessuna importanza. Oltre a queste “chicche” burocratiche, vi sono analisi sociali, economiche, ambientali e climatiche di estrema validità. A chi consiglio questa lettura ? A coloro che operano in aree montane con incarichi e compiti amministrativi ed imprenditoriali. Quindi mi sento di invitare sia il Sindaco di Lizzano in Belvedere, Sergio Polmonari ed anche il sig. Luca Galletti componente del cda di “Corno alle Scale” e già ministro dell’Ambiente di dedicare un po’ del loro tempo alla lettura di questo libro, focalizzando l’attenzione specialmente tra le pagine 139 e 143 . Penso che dette 5 pagine, scritte in un italiano semplice e scorrevole, richiedano al massimo dieci minuti di tempo. Credo che si impieghi molto più tempo a meditare sui concetti espressi tutt’altro che ovvi e di secondaria importanza per coloro che hanno a cuore la montagna in tutti i suoi aspetti e chi ci abita.

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