Premesse, promesse, provocazioni

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Si pensava e si sperava che il Covid-19 fosse in calo e forse anche vicino alla resa. Purtroppo non è così ed anzi con le varianti sta creando nuove e serie preoccupazioni sul fronte Sanità. Ma ci sono altri settori che stanno soffrendo evidenziando problemi economici che sarà sempre più difficile superare. Oggi stiamo vivendo “ la rabbia e lo sconcerto”, come ha detto Bonaccini, presidente della Regione, degli operatori del mondo dello sci, ai quali va la mia solidarietà, ma da tempo stanno soffrendo altre situazioni che si sono aggravate e forse non solo per colpa del virus.

Gli stabilimenti termali di Porretta Terme

 

Erano state fatte delle premesse per far ripartire le terme di Porretta, citando pubblicamente un intervento dell’INAIL per l’acquisizione, ma non si è più saputo niente. Nei comunicati apparsi sul web veniva citata l’alternativa per l’INAIL fra tre stabilimenti e tra questi era prevalsa la scelta era caduta sugli stabilimenti del nostro Appennino ed anzi una “voce” susseguente aveva avanzato l’ipotesi che a breve venisse data la gestione alle Terme Felsinee del dott. Monti. Da mesi c’è silenzio . Ed anche per la Demm non risulta niente di nuovo, o lo meno di positivo.

 

Una protesta davanti all’Ospedale “Costa” con la partecipazione dei sindaci dell’Alto Reno

 

Ieri abbiamo pubblicato su queste colonne un commento di Emanuela Cioni su una data che in particolare le donne dell’Appennino hanno ricordato e ricorderanno molto bene: 14 febbraio 2014 chiusura del punto nascita dell’Ospedale Costa. Sono passati ben 7 anni, un arco di tempo che ha visto ansie e paure per le donne in gravidanza e le loro  famiglie, un arco di tempo nel quale abbiamo raccontato di parti avvenuti lungo la Porrettana, un arco di tempo costellato da appelli e richiami alle autorità sanitarie e politiche, locali e  non locali, un arco di tempo con dimostrazioni molto sentite e accese ma sempre corrette e senza mai uscire dalle righe benchè fossero e sono tuttora in ballo delle vite umane. Un arco di tempo che ha visto nel periodo pre e post elettorale maturare promesse di riapertura. E non c’è ancora nessun fatto nuovo.

Terme, Demm, punto nascita…cioè Lavoro e Salute, argomenti che vedono al centro i residenti in Appennino. Aggiungiamo i problemi relativi alla ferrovia, solo in parte migliorati con l’arrivo del “Rock”, alla strada Porrettana e alle minori collaterali, alle problematiche collegate alle difficoltà per le connessioni via internet, il risultato è il più logico: calo dei residenti. Con tutte le conseguenze sul settore commerciale e dei servizi. E si è scoperto da poco anche in quello scolastico. Tutte cose ben conosciute, ma velate dalle tante promesse che abbiamo sentito nei decenni passati  e che risentiremo presto con le prossime elezioni.  Ci auguriamo tutti di vincere quanto prima anche il Covid-19, ma teniamo ben presente che non tutte le colpe sono le sue….. Se adesso si sollecita l’assoluta necessità dell’ ”unione” fra i politici per vincere la malattia, sarà assolutamente necessario che questa “unione” prosegua anche dopo per far ripartire l’economia sul nostro versante.

L’articolo uscito nei giorni scorsi a firma di Ettore Scagliarini, nostro collaboratore,  ha suscitato non pochi commenti, parte dei quali mi sono arrivati direttamente altri sui social.  Cari lettori, chiariamo alcune cose. Prima di tutto non contiene offese verso nessuno, è un testo evidentemente provocatorio e diciamo che è riuscito nel suo intento. Tra i vari commenti non ho letto nessuno che abbia replicato con cifre e dati che smentiscano quanto ha scritto in quelle righe e in altre precedenti.

Scagliarini e Enrico Pasini, un altro collaboratore di Reno News, amano svisceratamente il loro Appennino, e ma lo manifestano in modo opposto, tutto qui. Scagliarini soffre nel vedere le “sue” montagne, che conosce palmo a palmo, trascurate, senza la possibilità di mettere in evidenza i loro tesori, nell’ascoltare le critiche di turisti anche stranieri che gli manifestano le loro delusioni, nel leggere su periodici e locandine la promozione di territori che non hanno le stesse bellezze del Belvedere. Il collega invece, anche con l’aiuto delle sue foto, ci fa conoscere ed esalta tanti angoli nascosti.

Scagliarini e Pasini nei loto testi mi ricordano certi genitori quando vanno a parlare con gli insegnanti: c’è chi loda in tutto e su tutto i propri figli e chi invece li critica e li schiaffeggia davanti al docente.

 

Sui commenti relativi alle iniziative commerciali bisogna fare un altro discorso. Chi apre in Appennino, Belvedere o qualsiasi altro posto, conosce già bene la realtà; ha, o almeno dovrebbe, aver già preso le misure (costi fissi, prezzi da applicare in relazione ai concorrenti più o meno vicini, potenzialità della clientela nelle varie stagioni) e prova a partire. Chi va a fare la spesa fa i conti nel proprio borsellino e guarda il proprio bilancio, non credo esca con l’intento di aiutare o danneggiare qualcuno. Virus o non virus in atto.

Sul calo progressivo dei residenti nei paesi dell’Alto Reno voglio citare dati presi dalla mia vita di insegnante: nel mio paese (Casola) 100 anni fa c’erano due botteghe e 90 alunni nella scuola, negli anni ’60 né botteghe né scuola. Nel 1964 a Granaglione inaugurarono la scuola elementare per 50 bambini, gli alunni erano solo 10; 7 a Casa Forlai e 10 a Casa Calistri. Nel 1967 a Badolo c’erano 6 alunni, nell’anno seguente scuola schiusa. Non credo occorra aggiungere altro…

Lago di Suviana

 

Il progressivo calo del lavoro ha fatto allontanare tanti dai posti dove ci sono aria buona, bei panorami, tranquillità e pace. E purtroppo tutte le lodi che si leggono e si sentono non riportano indietro nessuno, se non qualche anziano che vuol venire a vivere gli ultimi anni nei posti dove era nato ed era stato tanto bene. Ma questi non sono sufficienti a rilanciare lavoro e commercio.

Come ho già scritto altre volte vedo come UNICHE possibilità di rilancio queste scelte:

  • apertura di corsi laurea di Ingegneria, Meccanotrica in particolare, nella zona porrettana ( aule nel vecchio ospedale, studentati negli alberghi chiusi, collegamento ferroviario con Bologna a scadenza oraria),
  • non pensare più alla neve come attrattiva per il Belvedere ma optare per i percorsi storici ed i santuari, obiettivi validi per tutto l’anno,
  • riapertura delle Terme collegate alle Felsinee che sono guidate da persone ben esperte del settore,
  • promuovere i tour nei vari santuari sia per devoti che per runners, bikers e appassionati di basket (non dimentichiamo della Patrona alla Madonna del Ponte)
  • lanciare il territorio con locandine e volantini (nelle Fiere, negli alberghi della città, negli stand in occasione di particolari avvenimenti) in cui si evidenzi la possibilità di vedere in breve tempo sia dei laghi (Suviana e Brasimone) che delle cime, più o meno innevate, e dei luoghi particolari (Rocchetta Mattei, La Scola e altri).
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Un commento

  1. Come ha scritto Mario Becca, i miei articoli, ironici o provocatori fin che si vuole, partono da alcuni presupposti difficilmente confutabili. Si tratta di studi fatti in ambito universitario con tanto di elementi statistici e di cifre. Detti studi e le loro conclusioni potranno essere antipatiche quanto si vuole, ma, se non si elaborano studi e ricerche che dimostrino il contrario, si fa solo delle chiacchiere a fine polemico. Tengo a precisare che detti studi e statistiche vengono pubblicate su riviste a diffusione nazionale e, in taluni casi, anche internazionale. Quindi i numeri di € 43 giornalieri per chi fa sci; € 22 per chi fa vacanze estive e € 13 per gli appassionati di trekking sono stati presi da uno studio specifico fatto sul Comune di Lizzano in Belvedere pubblicato su di una rivista a diffusione nazionale, con tutti i confronti con le aree alpine. Se qualcuno si sentisse offeso per la mia citazione di detti dati, invece di scrivere risposte polemiche, potrebbe operare per far sì che i turisti che frequentano tale Comune, abbiano più occasioni, più attrattive e più possibilità di trascorrere piacevolmente il proprio tempo in detta zona al fine di spendere una maggiore quantità di danaro.

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