Soldi ed investimenti pubblici

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Dopo aver letto il commento di un lettore di Granaglione sullo stato delle strade, mi è venuto in mente una apodittica normativa burocratica che impedisce di dirottare soldi stanziati per qual si voglia attività verso altre esigenze più pressanti o più utili. Poniamo che un qualche ente pubblico abbia deciso di investire 10 mln per dare il via ad una fabbrica di ruote quadrate. Anche se detto investimento appare assurdo, visto che, tanto per scendere terra a terra, vi sono strade mal messe, strutture sanitare bisognose di personale, acquedotti dal pessimo funzionamento, istituti scolastici da adeguare ai tempi, non si può far nulla ! La fabbrica di ruote quadrate va fatta a tutti i costi. Qualcuno potrebbe sospettare che dietro a questo tipo di investimento si celino interessi poco chiari. A pensar male si fa peccato, ma, spesso ci si azzecca, disse qualcuno che la sapeva lunga. Fa male vedere, e non raramente, uno sperpero di pubblico danaro quando vi sono problemi sociali molto più pressanti. Viene da pensare che i soldi incassati con tasse ed imposte varie da varie istituzioni o amministrazioni, siano considerati “Res nullius” che qual si voglia appartenente ai centri di potere può disporre a suo piacimento. D’altronde con strutture viarie, vedi ponti in stato comatoso, buche con strade, situazione idraulico-forestale con rischio costante di frane ed esondazioni, ecc fa sorgere una domanda .”Cui prodest?” . Chi ci guadagna ? Ripeto : Chi ci guadagna ?

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