Rilanciamo l’Appennino….con l’elicottero !

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Viabilità ferroviaria e stradale in crisi nel Medio e Alto Reno…Imprenditori con pesanti e crescenti problemi nella Valle del Reno….queste non sono notizie ma semplici conseguenze di una situazione che si trascina da anni e ben conosciuta da tutti. Politici e amministratori che si sono susseguiti in questi ultimi decenni. O forse non lo vedevano, non ne sapevano niente ? Pensavano che i ponti rimanessero su da soli e che andassero sempre bene una strada fatta nel 1848 e una ferrovia che ha compiuto i 150 anni ? Si sono fatti dei rammendi qua e là, sempre alla vigilia delle elezioni, qualche opera bella grande per dare anche un po’ di concretezza ai progetti pur sempre limitati. Faccio qualche esempio: piscina  olimpionica di Porretta fatta nel 1965, molto bella in ambiente stupendo, ma forse sarebbero stati necessari altri lavori come una piscina coperta visto l’entusiasmo suscitato dal nuoto (ricordo il grande M.o Borgognoni) e un’altra via d’accesso, considerando che quella che viene utilizzata non è molto…scorrevole con la strettoia obbligata dietro alle Terme. E invece vennero fatte altre due piscine all’aperto a Vidiciatico e a Gaggio. Poi è stato eretto uno stupendo palasport a Lizzano, il PalaBiagi, che ha avuto i complimenti dagli staff di Virtus e CSKA in occasione dell’amichevole giocata 4 anni fa come le rispettive prime squadre. Ma quest’opera a quante persone ha dato lavoro ? per quanti giorni viene utilizzata e con quali spese ? Siamo alla vigilia (dicono) dell’inizio dei lavori per la seggiovia Corno-Doganaccia (sono sicurissimo che si farà, è stato così deciso nella stanza dei bottoni), a quante persone garantirà stipendio ? Non credo molte, ma soddisferà le aspirazioni dei residenti che vedono grandi incassi (come se orde di turisti fossero pronti a fare avanti e indietro per giorni e poi si recassero tutti in fila a far spese nei negozi di Lizzano e Vidiciatico già con alberghi esauriti) e non parlano delle spese certe per mantenere un simile impianto (costerà anche quando è fermo). Ci sono altri progetti già dichiarati come il raddoppio della ferrovia Bologna- Sasso, anzi fino a Marzabotto secondo le ultime voci, e le tangenziali di Marzabotto e Vergato, nonchè una ridiscussione della bretella autostradale fra il Setta e Vergato. Ed infine il Palasport di Porretta per il quale sono già state quantificate le spese (ho letto di 3.500.000) ma non si conosce ancora un calcolo sulle entrate.

Quanto è successo al casello autostradale di Sasso Marconi è un esempio emblematico della non-conoscenza ( o comunque molto scarsa) del territorio: E’ stato chiuso il casello che era in un punto strategico comodo e chiaro per residenti, turisti e imprenditori e ne hanno aperti due (!) uno (Sasso Nord)a Pontecchio, quindi vicinissimo a Casalecchio con un’uscita per soli possessori di Viacard e con curve strette per autoarticolati ( inventarla più difficile non sarebbe stato facile) ed un ‘altra ai 5 Cerri a 5 km (Sasso Sud), veramente una facilitazione per tutti. Mi spiego con degli esempi esempio: per 4 anni ho presieduto in Panathlon Club Valle del Reno e organizzavo serate nei locali del ristorante L’Oasi. Erano i primi tempi dell’apertura dei caselli e così alcuni miei invitati sono dovuto andare a prenderli a Vado, altri a Casalecchio, altri si sono rifiutati di fare di notte il tratto della Porrettana da Bologna a Sasso ! Alla fine decisi di dare appuntamento a tutti davanti al Mausoleo Marconi, un punto chiaro e noto a tutti.

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Ma torniamo alla realtà. Programmare di questi tempi  una trasferta in auto Bologna-Porretta mette qualche pensiero. Non solo a chi soffre di problemi urologici (stare a lungo in fila per chi soffre di vescica o prostata…non è facile..) o di claustrofobia (il lungo blocco tra auto ferme non è mai piacevole, ma per alcuni una sofferenza) o a chi ha bambini in auto, ma a tutti. E col caldo sarà ancora peggio. Ricordo che il Lunedì di Pasqua – anni ‘60, boom dell’auto – partivo da Porretta e arrivavo a Riola dove iniziava la fila per la sagra della Sfrappola e ovviamente per il passaggio a livello (non c’era ancora la galleria) e si arrivava a Bologna sempre uno dietro l’altro come un lungo treno. Sono passati 60 anni e la situazione è molto peggiorata. Calata la velocità media, peggiorato il fondo stradale ed il comportamento degli automobilisti (“la strada è come la foresta” il più grosso spesso è anche prepotente e vuole passare), aumentato il traffico pesante che obbliga alla media dei 30 max 40 kmh ( e con i blocchi di questi ultimi giorni sono cresciuti i problemi per le committenze della aziende che si sono trovate a dover lavorare con dei ritardi quindi a pagare penali o a vedersi abbandonate da importanti clienti).

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Le  ultime notizie parlano di chiusura del ponte di Sasso Marconi per tre anni, per uno la galleria  di Signorino, fino ai primi di luglio per quella di Riola poi ci sono i lavori per frane varie. Queste sono interruzioni sicure, poi ci sono le varianti, i rischi …Ad esempio come sta Ponte Albano che sicuramente non era stato né progettato né fatto pensando ai carichi che sta sopportando in questo periodo…e che dovrà sopportare ancora a lungo ? Da Sasso mi dicono che verrà visitato da esperti tra circa un mese. Spero tanto che lo trovino in buona salute. Così come quello di Silla di cui abbiamo riportato  su queste colonne foto…non troppo tranquillizzanti. E non oso pensare a ciò che potrebbe succedere con l’arrivo di un autunno piovoso…

Foto Valtellina News

 

E quindi quale alternative per “Rilanciare l’Appennino” come hanno titolato i quotidiani in questi ultimi giorni ? Associazioni, Enti, Comitati, Assessorati, Società si stanno prodigando nell’organizzazione di manifestazioni culturali, musicali, sportive, ecc  ma debbono fare i conti con quanto ho esposto prima. Ma io vedo una via nuova, un’alternativa che ritengo interessante: usare l’elicottero.  L’USL ci ha presentato questa soluzione per ovviare al problema della mancanza del punto nascita a Porretta, io la avanzo come interessante mezzo di trasporto per famiglia o gruppi di amici nei week end. Permetterebbe di non avere pensieri per la traversata “insidiosa” della Valle del  Reno e di arrivare puntuali nei punti più strategicamente interessanti (sta arrivando la Ciclovia del Sole e quindi bici ed elicottero potrebbero essere le soluzioni per il turismo dei prossimi anni !). Vedo come stazioni di partenza l’aeroporto di Bologna o i campi sportivi di Borgo Panigale e Casalecchio o di Villa Pallavicini; stazioni di arrivo l’eliporto dell’Osp. Costa di Porretta, ma vedrei bene anche una piazzuola vicino al lago di Suviana e soprattutto al Cavone, davanti all’ex chalet.

Ho sognato ? Non tanto, vorrei che qualcuno ci facesse sopra un pensiero serio. Ma subito, non aspettando i soliti tempi “politici”

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Un commento

  1. Partiamo dal fondo : le decisioni politiche. Queste vengono prese quando tutto l’apparato di segreterie, aziende a queste collegate, particolarismi economici risultano ben definiti e, come un ingranaggio ben lubrificato, possa andare via a ruota libera. Si pensi al finanziamento di 32 mln sulla base di aria fritta, il famoso megagalattico collegamento Corno-Doganaccia-Abetone, saltato fuori in pochissimo tempo sulla base di un’idea priva de : infrastrutture, analisi geologica, impatto ambientale, piano di fattibilità, studio dei flussi turistici, condizioni meteo, Crisi Climatica, ecc ecc . Su niente si sono messi 32 mln di danaro dei contribuenti. Certo che quegli apparati che contavano di utilizzare detti soldi pubblici, non si sono rassegnati a mollare l’osso e, conseguentemente, si è elaborato un’altra strategia, strisciante, di fare detti collegamenti un pezzo la volta partendo dal lago Scaffaiolo. Tutto, ovviamente, al fine di far arricchire i montanari. In più di 35 anni abbiamo visto il totale disinteresse istituzionale per l’Appennino ed, improvvisamente, grazie ad una seggiovia diventano tutti ricchi. Non è specificato, però, chi diventa ricco con quei lavori, particolare trascurabile, anche perché le aziende del posto non faranno alcun lavoro importante. Adesso vi sono problemi nella viabilità. Nei soliti 35 anni cosa si è fatto per controllare il ponte di Sasso ? E le varie gallerie ? E la definitiva trasformazione di un’opera viaria del 1848, la tratta Sasso-Carbona, in una strada a veloce scorrimento con zone di sorpasso ? Il NIENTE regna sovrano. Però ci sarà la seggiovia del Lago Scaffaiolo che risolverà tutti i problemi, anche quelli della viabilità ? Dubito. Da anni si sente parlare della Banda Larga, oggi definita Panzana Larga, infrastrutture, istruzione, facilitazioni per aziende in montagna ed altro ancora, tutto tenuto ben chiuso in un cassetto inaccessibile. Solo in prossimità di elezioni o chiamati per qualche folklorica riunione, pagata dal contribuente, vediamo ed assistiamo ad un arrivo di politici che, dando aria a volontà ai denti, formulano promesse, tavoli di incontri di diverse misure e poi ? Passato il momento, i tavoli restano nei magazzini di falegnameria, le promesse rimangono quelle che sono, ovvero, promesse e basta. Resta solo l’incombenza agli amministratori locali di convincere gli abitanti che più di così non si poteva ottenere. Cosa si era ottenuto di fondamentale per le popolazioni di montagna : NIENTE. Adesso c’è il treno per turisti germanici che direttamente possono arrivare, partendo da Monaco di Baviera, alla Riviera Romagnola. Benissimo ! Ma organizzare un più modesto trasporto di turistici nordici nelle nostre montagne mostrando loro il patrimonio storico, culturale ed ambientale che c’è, non è passato per la mente di qualche personaggio politicamente importante in doverosa sede ? Come si vede, cari amici che vivete in montagna, vi sono figli e figliastri, voi non appartenete al novero dei figli prediletti da coccolare, ma alla categoria di figliastri da tenere fuori dai piedi.

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