Appennino: crisi e rimedi

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Da giorni vi è una mobilitazione per la chiusura della SaGa Caffé ex Saeco di Gaggio Montano con ben 222 licenziati. Adesso non c’è forza partitica o politica che non sia in presente al fine di dare il proprio appoggio alle maestranze. Si è poi organizzato una riunione politica a Colle Ameno in quel di Sasso Marconi per disquisire sul futuro del ponte Leonardo da Vinci sul Reno chiuso da mesi. Ulteriore convegno a Porretta sulle infrastrutture stradali e ferroviarie della zona.

A questo punto, però, necessita fare una osservazione piuttosto ampia.

Partiamo dall’assetto ferroviario, stradale e del ponte. Sembra che quest’ultimo manufatto sia in collasso per eccesso di manutenzione protrattasi per anni ed anni. Strade e ferrovia ? Se ne parla da almeno 60 anni ma di soluzioni radicali e valide lungo l’intero asse della Valle del Reno e diramazioni se ne sono viste poche. In parecchi decenni non si è riusciti ad elaborare un piano infrastrutturale decente. C’è da chiedersi : ma la montagna è negli interessi della classe politica o questa ci si reca solo in periodo pre elettorale a raccattar voti ? In quest’ultima evenienza c’è modo di ascoltare favolose promesse che restano tali dopo le elezioni.

Arriviamo al problema aziende ed occupazionale. Invece di studiare un piano di ampio respiro, quale quello che ci viene mostrato in paesi al di là delle Alpi, con agevolazioni economiche a chi mantiene o impianta attività produttive fungendo da richiamo occupazionale ed economico, ogni tanto si destinano un po’ di soldi all’agricoltura, adesso anche ai maestri di sci, diciamo, una specie di elemosina una tantum che lascia le cose come stanno. Le attività produttive in aree disagiate vanno sostenute con : agevolazioni nei contributi dei dipendenti, con sostanziose riduzioni, diminuzione dei costi dei carburanti e combustibili, anche per il riscaldamento della struttura produttiva, efficienti collegamenti informatici ed altro ancora.

Nulla di particolare, è quello che fanno paesi con noi confinanti. Nazioni le quali hanno impostato centri di studio in paesi di montagna. Mettere scuole di informatica, distretti universitari ed altro non dovrebbe essere tanto difficile, visti gli alberghi ed altre strutture dismesse. Purtroppo in tanti anni non abbiamo visto una classe politico-amministrativa all’altezza dei problemi da risolvere e con soluzioni ad ampio respiro. Detta classe è visibile quando le cose precipitano, vedi ex Saeco, per poi scomparire quando si tratta di pianificare interventi e soluzioni atte a riportare giovani e lavoro in Appennino.

Mi auguro che il problema SaGa Caffé, ex Saeco, venga risolto con il mantenimento occupazionale dei dipendenti. Dubito, dati i precedenti di lunga data, che passata l’emergenza, la nostra classe politico-amministrativa metta mano alla risoluzione dei problemi che ho accennato.

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