Possibili redditi aggiuntivi in Appennino

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Cinque anni fa si fece un convegno a Lizzano sulla castanicoltura ed imparai che, allora, la coltivazione del castagno non era considerata attività agricola. Conseguentemente, penso, nessun sussidio o agevolazione a chi pratica detta coltura. Insomma, in alto loco, mettere a dimora, innestare, potare, pulire il sottobosco, effettuare la raccolta dei frutti non sono attività degne di un agricoltore o frutticoltore. Insomma, una specie di hobby. Non so se le cose nel frattempo siano mutate, ma di certo so che l’Italia importa annualmente oltre 50.000 tonnellate di tali frutti. Avete letto bene oltre cinquantamila tonnellate ! Se poi i lettori fossero curiosi, dovrebbero vedere da dove provengono le noci che abitualmente consumiamo. Vi elenco alcuni paesi fornitori : Cile, California, Argentina, Australia, Francia ed altri. Non so a quante centinaia di migliaia di tonnellate assommino tali importazioni, ma di certo si va su numeri stratosferici.

Non sono informato se la coltura del noce sia o meno considerata attività agricola o hobby. Considerazioni finali : partendo da Bologna ed inoltrandosi in Appennino si vedono notevoli estensioni di terreni abbandonati che, penso, potrebbero essere destinati alla coltura del noce o del castagno. Partendo dal concetto che da tali coltivazioni non si ricavino redditi milionari, resta però il fatto che se tali lavori venissero considerati alla stregua di attività agricole con agevolazioni nella meccanizzazione della raccolta, come fanno in Spagna nella regione del Leon per i loro castagneti, si potrebbero ottenere alcuni risultati : aggiunta di reddito a chi vive in Appennino, consolidamento dei terreni e, quindi, meno possibilità di generarsi frane, diminuzione di esborso di danaro per l’acquisto di tali frutti all’estero e, non ultimo, possibilità di dare un lavoro stagionale a molte persone. Ricordo che all’interno di tali coltivazioni arboree è possibile effettuare alcune pratiche agricole ed anche, in determinati periodi, il pascolo. Vedremo se in alto loco considereranno castagni e noci quali piante da frutto e se, in loco appenninico, vi siano persone disposte a praticare queste colture.

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