Trasporti in..affidabili

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Ho letto delle ultime disavventure degli utilizzatori, clienti, della linea ferroviaria Porrettana nel tragitto Porretta-Bologna e, penso, senso inverso. Anche il sottoscritto ha avuto le sue disavventure utilizzando detta tratta ferroviaria. L’ultima, un paio di anni fa, con i miei familiari. Scesi da Pianaccio in auto e parcheggiata questa a Silla, ci siamo imbarcati nell’avventura di giungere a Bologna. Qualcuno si domanderà :”Perché passare dall’auto al treno ?” . La risposta è semplice, bombardati da una massiccia campagna ecologistica, o presunta tale, sull’uso del mezzo pubblico, abbiamo deciso di fare gli ambientalisti, almeno, in un tragitto che facciamo frequentemente. Il risultato è stato tale che da quel giorno ci siamo guardati bene dal prendere tale mezzo di trasporto. In breve questi i fatti : giunti a Vergato il treno si blocca. Ci viene comunicato che siamo fermi, ce ne eravamo accorti tutti. I passeggeri scendono dal treno e non sanno né se si riparte, né se vi siano mezzi alternativi di trasporto. Niente di niente. Si passa così circa mezzora girovagando nel piazzale della stazione. Intanto c’è chi ha telefonato a parenti, taxi, amici ed altro per farsi venire a prelevare. Dalle ferrovie neanche un belato, silenzio di tomba. Così telefono ad un caro amico di Lizzano in Belvedere che, gentilmente, scende a Vergato, ci carica e ci riporta a Silla dove prendiamo l’auto e ci dirigiamo a Bologna. Che un treno possa guastarsi, passi, anche se non con questa frequenza, ma che da parte dei gestori ferroviari non si dia alcuna comunicazione per mostrare, almeno, il proprio interessamento ai clienti, questa è veramente una cosa inaccettabile. Penso che la Città Metropolitana farebbe meglio ad investire danari nel far sistemare detta Ferrovia Porrettana invece che spenderli nell’esaltazione dei trasporti ecologici con ubiquitaria pubblicità in merito. Adesso sappiamo che a Casalecchio di Reno si daranno inizio a lavori che renderanno inutilizzabile la stazione ferroviaria di tale centro. Non penso neppure di informarmi per quanto tempo durerà detto incomodo, visto che i nostri frequenti viaggi da e per l’Alto Appennino Bolognese, avverranno utilizzando l’automobile. Sembra che tali lavori siano finalizzati a togliere il “tappo” nella viabilità nella zona di Casalecchio di Reno. Un ritardo di soli 40 e più anni, ma meglio tardi che mai. A proposito di tappi pluridecennali. Mia figlia con consorte e due figli abita oltre Pianoro Vecchio. Quando andiamo a prelevare i nipoti da scuola, dall’asilo o a trovare la loro famiglia, ci troviamo imbottigliati nel “tappo” di Rastignano. Anche detto “tappo” è ben datato, penso che siano almeno più di 30 anni che crea disagi a chi debba operare nella valle del Savena. Da voci ascoltate sembra che si debba dare inizio a lavori in grado di alleviare detta assurdità. Bisogna dire che in alto loco, accorgersi di disagi di questa entità sia a Casalecchio di Reno che a Rastignano con ritardi epocali, non depone, certo, a favore di una encomiabile sollecitudine amministrativa nel cercare di risolvere i problemi della cittadinanza. A questo punto viene spontaneo fare del, tragico, umorismo nei trasporti, almeno lungo l’asse della SS 64 Porrettana. Visti i costanti guasti della ferrovia, qualcuno ha ipotizzato di affiancare a detta linea una struttura da People Mover, se non funziona l’una potrebbe funzionare l’altra. In aggiunta, onde garantire un servizio a 360° , stante la chiusura della stazione di Casalecchio di Reno, impiegare i veicoli del famoso CIVIS al fine di by passare detto inconveniente, partendo dalla Stazione Centrale di Bologna, utilizzando la rete stradale in essere e giungendo sino a Porretta. Tre sistemi di trasporto al fine di cercare di dare un servizio che potrebbe essere fornito dalla sola ferrovia, se fosse affidabile. Da uno studio pubblicato alcuni anni fa con interviste a turisti stranieri, in merito alle disfunzioni da loro riscontrate nel venire in Italia, venivano riscontrati come maggiori problemi le strade mal messe, e con scarsa manutenzione, ed i trasporti pubblici inaffidabili. Certamente non una sorpresa.

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