Indiana Jones alle casse “fai da te”

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Vi sono momenti nella mia quotidianità che mi fanno credere di essere Indiana Jones, quello che nessun ostacolo riesce a fermare, che è in grado di risolvere ogni problema e difficoltà, che ha una soluzione per qual si voglia intralcio. Quando avvengono questi lampi da inossidabile superman? Di regola quando, in un super o ipermercato, fatta la spesa, mi reco alle casse fai da te. Da cultore di antropologia culturale e sociale, mi piace osservare il comportamento di varie persone dinnanzi a quella futuristica macchina della lettura dei codici a barre e del relativo pagamento. Innanzi tutto dobbiamo dividere gli utilizzatori in due categorie : quelli che pagano con bancomat o carta di credito e coloro che effettuano il pagamento in contanti. Partiamo da questi ultimi. Di regola sono persone “datate”, da molti decenni assuefatti all’uso della sola moneta. Anche qui dobbiamo fare un’ulteriore distinzione : maschi e femmine. Queste ultime, specialmente se parecchio in là con gli anni, sono state abituate ad essere risparmiose. Non si butta neppure un centesimo ! Giusto ! Ed infatti al momento del pagamento, in contanti, sia ben chiaro, estraggono da una borsetta un porta spiccioli pieno di monetine da 1 – 2 e 5 centesimi. Nulla di strano, sono soldi anche quelli ! L’unico guaio è che queste persone ci vedono poco e non portano occhiali. Certo, mi rivolgo al pubblico femminile, quando si era quindicenni o poco più, portare gli occhiali rovinava l’estetica femminile, allora si Sragionava così ! Adesso, superati gli ottanta, non credo che siano gli occhiali a rovinare l’estetica, Purtroppo l’imprinting giovanile è rimasto e le si vede armeggiare con questi soldini cercando di vederne il valore. Dopo un po’ arriva l’incaricato alle casse che, gentilmente, le aiuta a pagare il dovuto con un profluvio di monetine. Diciamo che l’operazione di lettura dei codici a barre e del pagamento del conto, grazie all’uso degli occhiali, occuperebbe poco tempo. Alla cieca si passano quarti d’ora in attesa della liberazione della cassa. Non è però da dire che i giovani se la sbrighino tanto facilmente ! Stamane ho passato più di 15 minuti ad osservare una giovin signora, 35 anni al massimo, che stava armeggiando ad una cassa. Penso che abbia raggiunto il livello massimo di blocco dell’impianto. Con tre articoli normalissimi, ha dovuto chiedere l’intervento dell’operatrice almeno 5 o 6 volte. E’ riuscita a fare di tutto : doppie letture, mancata lettura e posizionamento del bene sulla bilancia di controllo, prelievo di un bene già memorizzato dalla stessa bilancia e ripassato nel lettore. A livello matematico la combinazione di 3 alla seconda li ha eseguiti tutti. Per il pagamento è intervenuta l’operatrice. Da come era vestita, dal comportamento non dava l’impressione di una analfabeta totale, diciamo una persona che ha scoperto stamane la cassa fai da te. Non è che il sesso maschile si comporti tanto meglio. Quello che mi meraviglia è un elevato grado di incapacità da parte di non pochi giovani. Spesso si sente parlare di informatizzazione della popolazione. E’ una cosa sensata fare sì che persone “datate” smettano di usare il contante che è a rischio scippo e si affidino al strumenti informatici molto più sicuri. Per quello basta vedere quante persone, tutt’oggi, incassino la pensione all’ufficio postale o vadano a pagare bollette con il danaro in mano. Anche scippatori e rapinatori hanno il diritto di “lavorare” ! Credo,a coda di questo mio scherzoso ma realistico scritto, si debba fare, da parte di qualche dipartimento universitario, uno studio statistico su quante persone abbiano difficoltà ad operare a dette casse fai da te, dividendole per età ed altro, al fine di offrire, da parte istituzionale, un servizio, gratuito, di adeguamento all’uso di modesti sistemi informatici e ad impiego di strumenti di pagamento ed incasso non legati al contante e focalizzato a dette classi sociali.

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