ALTO RENO: Se 3% vi sembra troppo….

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La piccola Via Cassia o Cassiola come viene altrimenti denominata, una delle strade che attraversano il nostro Appennino da secoli se non da millenni, oggi, giunti a Gaggio, viene indirizzata a Porretta. Da lì proseguirà, confluendo in altre storiche vie, verso l’Etruria, oggi Toscana. Alcuni anni fa, la medesima percorrenza, giunta a La Querciola, veniva indirizzata a Fanano e da lì per risalire al passa della Doganaccia verso le mete toscane. In breve, non era accettabile che attraversasse il Belvedere ! Strano, molto strano visto che vi sono documenti medioevali, toponimi romani ed etruschi, resti meso-neolitici che certificano l’attraversamento dell’Appennino  attraverso l’attuale Comune di Lizzano in Belvedere. Vi cito alcuni luoghi con inconfutabili documentazioni : Sboccada dei Bagnadori (meso-neolitico), Camprenna (etrusco), Sasso, Lizzano, Monteacuto, Pianaccio ed altri siti alto medioevali e oltre, Monte Gennaio (romano) ecc ecc ecc . Come mai non è gradita la percorrenza, logica, di tale via, la Piccola Cassia, attraverso il Belvedere ? Faccio al salto in altra direzione, turistica, relativa a tale Comune. Qui si parla e si decide solo su pochi argomenti : Seggiovie, Sci e Cannoni sparaneve, tutto il resto non conta. Nulla da eccepire sugli sport invernali, visti, anche, i miei trascorsi, ma non vedo, da decenni, quale apporto economico abbia e stia apportando detta attività. Solo nel Capoluogo, Lizzano, mi risulta che abbiano chiuso i battenti oltre il 70% delle attività ricettive, di ristorazione e di intrattenimento della zona. Non credo che altrove si viaggi sul velluto. Leggendo le indagini dell’Università di Bologna (Mater studiorum) sul nostro territorio, scopro che, dopo il boom estivo ( 25 Luglio-20 Agosto), la frequentazione e l’utilizzo delle strutture ricettive e di ristorazione scende ad un 3% delle potenzialità. Si badi, il 3% per meno del 25 % delle strutture preesistenti, come detto prima. Se tutte tali strutture fossero aperte, matematica elementare, saremmo allo 0 virgola. Ed allora perché rifiutare un apporto economico, anche se non eccezionale, di chi percorre tale antica via di percorrenza ? Si badi che nel Belvedere di tali vie, documentate, ve ne sono circa 4 (Quattro) con edifici storici, luoghi di culto, emergenze storico-ambientali ed altro. Eppure si preferisce stringere la cinghia ed arricchire il numero delle attività chiuse piuttosto che accettare la frequentazione dei propri luoghi storici. Forse si ha il timore che chi cammina a piedi, va al bar o ristorante o ad un B&B, impedisca a chi vuole sciare di praticare la propria attività nelle altre 40 e più settimane nelle quali non vi è neve ? Misteri Belvederiani ! Oppure, ultima ratio, il 3% viene stimata una entrata economica stratosferica ! Vecchio proverbio : “Piuttosto che niente è meglio piuttosto”. Meditate, gente, meditate !

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