Nulla di nuovo sotto il sole

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Il 25 Aprile mi sono recato a Pianaccio per assistere al convegno avente quale argomento l’ “Editto Bulgaro” con il quale, 18 anni fa, si sbatterono fuori dalla RAI Santoro, Luttazzi e Biagi. Ho usato il verbo sbattere, molto espressivo per i metodi impiegati alla defenestrazione di persone di spicco in un servizio televisivo pubblico, ovvero, dei cittadini. A parte i retroscena, poco edificanti, che sono emersi, nel frattempo, su tale anomala ed antidemocratica procedura, mi hanno colpito alcuni particolari di questa nostra, diciamo, Democrazia. La prima, abbastanza usuale, è l’impiego massiccio delle denunce per diffamazione da parte del Potere e dei loro consociati, nei confronti di coloro che esprimono opinioni non gradite o non allineate al pensiero unico. Innanzi tutto vi è, a mio avviso, un vizio di forma iniziale che getta ombre di dubbio su tale prassi della denuncia per diffamazione. Si ha l’impressione che debba essere il denunciato a dimostrare la propria innocenza e non l’accusatore a portare valide ed inconfutabili prove a sostegno della propria denuncia. Questo poi, specialmente, quando dette accuse provengono dal mondo partitico, politico ed amministrativo, sono sinonimi. I giornalisti impegnati in ricerche tese a far chiarezza su determinati comportamenti o prassi equivoche, sono subissati da denunce per diffamazione. In taluni casi, poi, sono sotto scorta. Ma mentre la denuncia, cadendo dall’alto in basso, ovvero dal politico al giornalista o al suddito, cittadino sarebbe troppo fuorviante, ha un suo peso rilevante, quella fatta “controcorrente” rischia di ritorcersi contro chi la fa. Mi spiego meglio : se dicessi ad un politico di essere uno scimpanzé, verrei immediatamente denunciato, giustamente, e condannato, giustamente ! Ma se fosse il politico a definirmi uno scimpanzé ed io lo denunciassi, perderei la causa perché la sua non è un’offesa ma una “Esternazione politica” . Certo, potrei ricorrere, finire in Cassazione ecc ecc ecc ma non avrei alcuna garanzia di essere tutelato nella mia dignità, spese a parte. Prendendo spunto da un film : “Lui è lui e io non sono un c**zo” . Questo spiega anche perché , nella libertà di stampa, che è poi l’equivalente di libertà di opinione, l’Italia naviga ben oltre il 40° posto, dopo vari stati africani ! Hanno poi parlato di come vengano tranquillamente accettati dalle Istituzioni associazioni Neo Nazifasciste con adunate e manifestazioni nelle piazze, oltre a minacce, intimidazioni ed aggressioni, il tutto in assoluto dispregio della Carta Costituzionale, nata proprio dal 25 Aprile 1945. E’ una mia opinione, confortata da pubblicazioni e studi di persone ben più competenti del sottoscritto, che quella nella quale viviamo di Democrazia ha solo il nome.

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