Cambiamenti epocali

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Recentemente mi è capitato di andare in casa di persone, molto più giovani di me, non ci vuol molto, con la signora intenta a far da mangiare. Avete letto bene : una signora giovane che stava preparando il pranzo !!!! Data la mia presenza e l’odore di fritto, si è premurata di prendere una bomboletta spray e di riempire l’aria di un mefitico e sintetico odore definito, oggi, deodorante. Preferivo il profumo di cipolla fritta. Quando ero bambino, specialmente in campagna, ma anche in città, quando una persona entrava in una abitazione mentre la “Zdoura” (padrona di casa), era intenta a preparare i cibi, era quasi doveroso dire “Che parfumén ed roba da magner !” (Che piacevole profumo di cibi da mangiare!). Era anche un complimento alla Zdoura che così si sentiva gratificata del proprio lavoro. Con il tempo, e con la montante cultura della classe impiegatizia, il “Parfumén” si è trasformato prima in Odore e poi in Puzza. Oggi trovarsi in casa di qualcuno e dire che si sente un “Piacevole odore di fritto e di arrosto” si rischia di essere guardati male e di beccarsi una denuncia per diffamazione. Nulla oggi deve trasmettere l’odore per il quale è originato o elaborato, specialmente il cibo, considerato componente triviale di una società sempre più distante dal mondo produttivo di beni fondamentali per la sopravvivenza. Oggi l’agricoltore, per me è più bello “Contadino”, e l’allevatore sono, nella considerazione sociale, ai livelli più bassi. Se non ci fossero loro, vorrei vedere con cosa si vivrebbe !!! Oggi il modello sociale sono quelle classi che non producono alcun bene, diciamo classi parassite, che riempiono le proprie ore “lavorative” (si fa per dire, dal momento che un lavoro dovrebbe creare un bene) di timbri, fotocopie, normative, documenti, spesso totalmente inutili se non socialmente dannosi ed altre fanfaluche. E pensare che la cucina, a livello più elevato la Gastronomia, rappresenta la storia dei popoli, la loro cultura e il loro raffrontarsi con l’ambiente ed altre culture. Siamo proprio sicuri che i timbri e le fotocopie abbiano lo stesso valore storico delle plurimillenarie tradizioni conservate e tramandate in cucina ?

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